Enorme rogo nella pregiata area sotto tutela, in fumo oltre 50 ettari di verde La protezione civile: causato da 4 inneschi diversi, è sicuramente opera di piromani Il presidente del Parco: «I piromani sappiano che abbiamo pronta la mappa delle zone incendiate» «Non ho mai sentito i miei collaboratori parlare di un incendio in quei termini, urlavano che era un dramma, che sarebbe stata una tragedia, che le fiamme erano alte 20 metri e che lambivano le case». Fabio Neri, coordinatore dei guardiaparco non aveva mai visto nel parco regionale di Veio, un incendio come quello che ieri ha mandato in fumo 25 ettari di prato e 25 di bosco, quasi tutti ubicati nel territorio del comune di Campagnano di Roma. «Incendio doloso - spiega il capo della protezione civile regionale Maurizio Pucci -. Partito da almeno 3 o 4 inneschi diversi ». Le fiamme sono partite ieri alle 12.30 dal lato destro della Cassia Bis, direzione Viterbo. Dopo tre ore il fuoco, spinto dal vento di ponente, aveva già bruciato quasi tutta la superficie interessata arrivando, in località Monte Lupoli, a 50metri dalle case. A evitare il peggio è stato il grande dispiegamento di forze (5 elicotteri e un canadair, 100 volontari della protezione civile, 7 squadre dei vigili del fuoco, i guardaparco e la guardia forestale, 3mezzi antincendio del parco dei due laghi) e le forre: i canaloni tipici dell'orografia della zona, pericolosi incubatori per gli ultimi residui di fuoco ma vere e proprie trincee per le fiamme alte. Il rogo dopo Monte Lupoli, ha bruciato le località Torraccia e Valli del Sorbo, dove i volontari hanno spento gli ultimi focolai alle 20. Si è salvata la parte più pregiata del parco (15mila ettari incuneati tra Cassia e Flaminia) ma sono andate a fuoco querce di 30 anni e, vicino la Cassia, un casolare di campagna dove i guardiaparco raccontano di aver visto conigli morti bruciati nelle gabbie e pecore in fuga. «Il danno è inestimabile - dice il neoeletto presidente dell'ente parco di Veio, Fernando Petrivelli -. Noi siamo pronti a costituirci parte civile qualora dovessero essere individuati dolosità e responsabili di questo incendio. Sappiano poi, i piromani, che abbiamo pronta la mappa delle zone incendiate all'interno del Parco e a fine estate la notificheremo ai Comuni». Diversi gli elementi sospetti, spiega il comandante dei vigili del fuoco di Roma Guido Parisi, nell'incendio di ieri al parco di Veio. Tra questi la rapidità con cui si è propagato, un fronte del fuoco che ha raggiunto anche i due chilometri e, aggiungono rispettivamente i vertici della Guardia Forestale di Castelnuovo di Porto e Petrivelli: «La presenza sul territorio di pastorizia e di forti pressioni urbanistiche ». Venti giorni fa un altro incendio, non grave, era divampato nello stesso punto. Sul luogo del rogo sono giunti, ieri, anche i carabinieri della Compagnia Cassia. Oggi la conta degli animali morti e la ricognizione completa dei danni. Intanto definisce criminali i piromani, l'assessore all'ambiente del Comune di Roma dopo l'incendio che, ieri alle 15, ha lambito Villa Ada distruggendo un ettaro di sottobosco a Monte Antenne: «Rogo-ha detto Dario Esposito - che è una sfida alle istituzioni perché Villa Ada è un parco storico, e non si può pensare che ci si costruisca o venga trasformata a pascolo. Chiunque sia stato è un criminale». Dalla Pisana, invece, il presidente della commissione regionale ambiente Claudio Bucci, ha chiesto l'intervento dell'esercito contro l'emergenza incendi nel Lazio, quarta regione per numero di roghi sviluppatisi dall'inizio dell'anno, secondo la classifica della Forestale.
Incendio doloso nel parco di Veio
Ieri sera è scoppiato un grande incendio nella pregiata area del Parco regionale di Veio, in fumo oltre 50 ettari di verde. La protezione civile ha dichiarato l'incendio doloso, causato da almeno 3 o 4 inneschi diversi. Il fuoco ha bruciato quasi tutta la superficie interessata, arrivando a 50 metri dalle case in località Monte Lupoli. I volontari della protezione civile e i vigili del fuoco hanno spento gli ultimi focolai alle 20. Il danno è inestimabile, con 30 anni di querce bruciate e un casolare di campagna distrutto.
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