Siracusa. Prima il silenzio. Burocratico, insondabile. Eppure pesante come un macigno. Adesso fiumi di parole, trasversali e di circostanza. Ma fors'anche inutili. L'unico a tacere, giudiziosamente, è lo scrittore Andrea Camilleri, testimonial di una battaglia che a questo punto è vinta (o persa) solo a metà. E così, su questa distorsione sonora, - si consuma l'ultima puntata della "telenovela" sulle trivellazioni texane a due passi dal Barocco del Val di Noto: l'ordinanza del Tar di Catania sui ricorsi presentati dalla "Panther Eureka" per i pozzi di esplorazione petrolifera da realizzare in Sicilia. Un «sì» al pozzo "Eureka Est" (in contrada Zisola-Portelli, tra Noto e Rosolini) e un «no» al "Gallo Sud 1" (spostato sul confine tra le province di Siracusa e Ragusa). Decisivo, nel primo caso, il "silenzio-assenso": la Regione ha richiesto alla "Panther Eureka" la procedura di Via (Valutazione d'impatto ambientale) soltanto il 22 gennaio 2007, ben 20 giorni dopo che maturasse la "silenziosa" autorizzazione alla richiesta presentata il 3 novembre 2006. E su quest'aspetto si puntano alcune delle accuse. Delle parole, appunto. «Convocherò la commissione Territorio e ambiente per individuare i veri responsabili di quanto si è verificato. Il silenzio-assenso della Regione potrebbe essere frutto di malafede e complicità», dice il deputato regionale dell'Mpa Giuseppe Gennuso. E da sinistra accuse ancora più pesanti: «È clamorosamente evidente - sbottano i deputati regionali Pippo Zappulla e Roberto De Benedictis (Ds) - che dalla prima autorizzazione con il precedente Governo Cuffaro a oggi le responsabilità politiche e giuridiche del governo siciliano sono precise e pesanti». La sentenza spacca il centrodestra. E da An Fabio Granata, vicesindaco di Siracusa, rilancia la sua battaglia di "droit" ambientalista: «Il governo regionale inserisca nel Ddl sullo sviluppo la definitiva revoca delle ricerche petrolifere nel Val di Noto». A strettissimo giro d'agenzia la risposta del Governatore Totò Cuffaro: «Invitiamo la Panther Eureka a non dare il via ai lavori. E in ogni caso, a settembre, il governo con procedura d'urgenza presenterà all'Ars un provvedimento che chiuda definitivamente la questione e impedisca le trivellazioni in Val di Noto». Gli fanno scudo i suoi assessori. Rosanna Interlandi (Territorio e ambiente): «La decisione del Tar non cambia di una virgola la scelta politica sul Val di Noto: stop alle trivellazioni». E Lino Leanza (Beni culturali): «Risolveremo, senza demagogia ma con serietà e concretezza, il problema delle trivellazioni». E in serata arriva da Roma il monito del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio: «Ogni trivellazione in Val di Noto sarebbe non solo inconcepibile da un punto di vista ambientale e di rispetto del territorio ma anche illegittima senza Valutazione d'incidenza. La direzione generale del Ministero ha infatti già ricordato alla Regione Siciliana come ogni intervento in quella zona che comprende varie aree Zps e Sic (Zone di protezione speciale e Siti di interessi comunitari, ndr) necessiti di una Valutazione d'incidenza, ossia un atto che dimostri la compatibilità delle opere con la caratterizzazione naturalistica dell'area. E ad oggi nessuna informazione sull'esistenza di una procedura di incidenza è stata fornita al Ministero».