BARI. IL Comune di Oria e la Provincia di Brindisi sono pronti a esercitare il diritto di prelazione per l'acquisto del Castello di Oria con una quota del 25. Ma i 4 milioni di euro per coprire quei 7,5 milioni del prezzo di acquisto offerti da un privato non bastano. Né la Regione è disposta a sborsare i restanti circa 4 milioni di euro per coprire la somma richiesta dai proprietari (la famiglia Martini Carissimo). Da parte sua, il ministero dei Beni culturali è disposto solo a finanziare eventualmente il restauro del maniero. Un intervento che, secondo una perizia presentata a suo tempo dai proprietari alla Regione, supera i 5 milioni di euro. La decisione del Comune e della Provincia di esercitare il «diritto di prelazione», dopo l'annuncio della vendita ad un imprenditore del settore alberghiero, Romanin, è stata presa ieri nel corso della conferenza di servizi al quale hanno partecipato il presidente della Provincia, Michele Enrico, il sindaco di Oria, Cosimo Ferretti e due funzionari dei beni culturali. Assente la Regione Puglia. «Il cui ruolo - hanno detto ieri Enrico e Ferretti - resta fondamentale per la definizione dell'operazione che si dovrebbe concludere entro pochi giorni. Più esattamente entro venti giorni dalla data della stipula, avvenuta lo scorso 8 agosto. Tempi strettissimi per verificare la praticabilità dell'operazione e soprattutto fare i conti con i bilanci di due enti pubblici. «Il Comune di Oria - dice il sindaco - è pronto a accendere un mutuo. È vero, andremo incontro ad un eventuale mancato rispetto dei limiti imposti dal patto di stabilità, ma siamo disposti a tutto pur di mantenere pubblico il simbolo stesso della nostra città. Su questo principio abbiamo il mandato pieno di tutti i cittadini e del consiglio comunale». «Noi speriamo a questo punto - ha aggiunto - che la Regione ci aiuti a vincere questa partita che non è solo nostra o dei brindisini, ma della Puglia e della storia stessa della Regione. Ci dispiace notare che la Regione non ha manifestato alcun interesse. Ieri ci aspettavamo un qualsiasi segnale. Abbiamo sperato di vedere l'assessore Guglielmo Minervini o il collega Francesco Saponaro, ma ad Oria non è stato inviato neppure un funzionario». Il motivo dell'assenza sta forse nel fatto che, come ha commentato ieri l'assessore Francesco Saponaro, «la Regione al momento non ha fondi disponibili nel bilancio ordinario. Quelli europei per il periodo 20072013 secondo la volontà della Ue devono essere finalizzati ai beni culturali purché siano a servizio della attrattività turistica. Per dirla in parole povere, la Regione non ha 4 milioni per l'acquisto e i 5 per il restauro da impegnare immediatamente». «Eppoi - aggiunge Saponaro - perché non guardare con simpatia l'interesse del privato? La Ue vede di buon occhio l'investimento di capitali privati ad integrazione di quelli pubblici». Detto questo la partita sembra chiusa.
Oria. Castello addio
Il Comune di Oria e la Provincia di Brindisi stanno esercitando il diritto di prelazione per l'acquisto del Castello di Oria con una quota del 25%. Tuttavia, i 4 milioni di euro per coprire i restanti 4 milioni di euro del prezzo di acquisto non sono sufficienti. La Regione Puglia non è disposta a sborsare i restanti 4 milioni di euro e il ministero dei Beni culturali è disposto solo a finanziare il restauro del maniero, che richiederebbe 5 milioni di euro. Il Comune di Oria è pronto a accendere un mutuo e spera che la Regione Puglia possa aiutarli a vincere questa partita.
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