«Ci sono certi curatori chiamati dalla Biennale che credono di essere i padroni e a cui da fastidio che ci siano degli altri che fanno cose diverse». Ornar Ronda aveva già lanciato la sua accusa. Ora torna alla carica: «La cacciata dei nostri coccodrilli? Tutto nasce da lì». Sparate da artista? Certo è che nel 2001 la cracking art era stata lanciata proprio dalla Biennale: in quel caso il curatore della 49. mostra, Harald Szeemann, aveva chiamato questo gruppo d'avanguardia che aveva proposto "sos world": un'invasione di tartarughe. In seguito i crackers erano tornati a Venezia, in occasione delle Biennali, ma senza invito, con delle uscite faidate. Ed ecco i pinguini, piazzati pure loro senza autorizzazioni sui poggioli del Canal Grande, ma che non avevano avuto problemi viste le dimensioni ridotte. E ora i nove coccodrilli che, con la loro mole, sono invece stati notati. «Ma di richieste da Venezia, in questi mesi, ne avremo avute una trentina. Per lo più alberghi. É che non tutte le terrazze si prestano alle nostre installazioni». Intanto ì crackers si stanno preparando per una trasferta americana. «In ottobre saremo a New York - annuncia Ronda - in Central park dove piazzeremo mille coniglietti alti tre metri, rosa e azzurri».
Coccodrilli in Canal Grande"C'è chi non ci vuole
Un curatore della Biennale, Ornar Ronda, accusa i curatori della Biennale di essere i "padroni" e di non tollerare le opere d'arte diverse. Ronda ricorda che nel 2001, la Biennale aveva lanciato la "cracking art" e che i curatori avevano chiamato questo gruppo d'avanguardia "sos world" con un'invasione di tartarughe. Ora, Ronda afferma che i nove coccodrilli che sono stati notati a Venezia sono stati "sparate" e che i curatori della Biennale non tollerano le opere d'arte che non si adattano alle loro aspettative.
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