I nove coccodrilli fucsia, che da giugno campeggiano "abusivi" su altrettanti poggioli vista Canal Grande, sono stati multati e oramai hanno le ore contate. Ma non se ne andranno da Venezia in silenzio. Perché, se da un lato i vigili urbani hanno già pronte le ordinanze di rimozione forzata, dall'alto gli artisti della cracking art - che sono i creatori di questi bestioni colorati - hanno deciso di togliere il disturbo spontaneamente, ma solo dopo una due giorni di "invasione": tra giovedì e venerdì, infatti, quattro pinguini alti tre metri saranno piazzati davanti all'Hotel Bauer, altrettanti orsi di analoghe dimensioni faranno la loro comparsa alla Giudecca, mentre la "peata" della famiglia Missoni veleggerà in Bacino carica di animali in versione cracking. «Con l'occasione andrò anche dai vigili urbani -racconta Ornar Ronda, il fondatore di questo gruppo d'avanguardia -: li inviterò alla festa. Erano così dispiaciuti di doverci multare. Ci hanno detto che anche a loro i nostri coccodrilli piacciono tanto». Storia travagliata, quella di queste opere cracking a Venezia. Installate a inizio giugno, quando venne inaugurata la Biennale d'arte, pochi giorni dopo furono notate dalla soprintendente Renata Codello, in transito per il Canal Grande, che non gradì: quei bestioni colorati lunghi qualche metro, a suo giudizio, erano incompatibili con il paesaggio di Venezia. Fu così che si scoprì che erano pure abusivi. Quelli della cracking art, infatti, non si erano preoccupati di chiedere l'autorizzazione né al Comune, né alla Soprintendenza: così come avevano fatto per i pinguini sistemati per la precedente Biennale, che però erano più piccoli, si erano limitati a chiedere l'ospitalità (gratuita) ai padroni dei poggioli, in base al principio che ognuno può sistemare i «vasi di fiori che vuole nella propria terrazza». Ma la tesi non convinse né Soprintendenza, né Comune che annunciò lo sgombero immediato. L'operazione, in realtà, è andata per le lunghe. E da metà giugno siamo arrivati a fine agosto. «La procedura, che è di tipo urbanistico, è lunga - spiega il comandante dei vigili urbani, Marco Agostini -. Il parere della Soprintendenza non è cambiato: è negativissimo. É stata preparata la diffida sia per chi ospita i coccodrilli, sia per chi li ha installati. Ora stiamo notificando a tutti l'ordinanza di rimozione entro sette giorni. Poi eventualmente procederemo noi...». Ronda, che a giugno aveva accolto la notizia con un certo disappunto, stavolta minimizza: «Ma sì ce ne andiamo! Ce ne saremmo andati comunque a fine Biennale. Per questi coccodrilli ho un plico di verbali così. I vigili erano tutti dispiaciuti, ma io gli ho detto di mandarmi pure le multe, che le avrei pagate: 550 euro in tutto, per occupazione abusiva. Mi sembra che ci sia di peggio in Canal Grande: ho visto certi serramenti in alluminio, o anche i topi, quelli veri». Ma il fondatore della cracking art preferisce pensare alla festa di giovedì e venerdì. «Ci saranno i pinguini, gli orsi e all'interno del Bauer sistemeremo pure un altro coccodrillo che andrà a caccia di trenta kekazè, una chimera giapponese di mia invenzione. Mentre la barca di Missoni sarà un'arca di Noè. Venerdì faremo una grande festa e poi porteremo via tutto, anche i coccodrilli. Ma sì, alla fine a Venezia ci siamo divertiti».