Ma ve li ricordate i manifesti con Megan Gale che pulisce la città? E il sindaco Moratti in grembiule alle prese con ì graffiti? E allora guardate le foto dell'androne dì Brera da dove passano 200 mila turisti (202.377 nel 2006) l'anno. Per visitare una tra le maggiori pinacoteche del Belpaese, dove passano quasi centomila studiosi (70 mila le consultazioni e 15 mila i prestiti nel 2005) che salgono lo scalone per raggiungere la Biblioteca Braidense e dove si fermano, parlano e bivaccano gli studenti dell'Accademia di Brera, fondata da Maria Teresa d'Austria nel 1776. Eh sì passano da qui, tra le statue in gesso trasformate in piccionaia e ricoperte di guano, tra i muri scrostati, con tag e graffiti. A meno che si voglia sostenere che ci si trovi di fronte a una performance di action-painting fatta dai piccioni, di finte rovine d'artista sul modello di un Piranesi brianzolo e a una serie di graffiti in stile Cappella Sistina alla milanese, siamo davanti a una colossale cattiva manutenzione. Forse la cittadella dell'arte ambrosiana è diventata palestra d'applicazione di quella «Estetica del brutto» che un allievo di Hegel, il filosofo tedesco Karl Rosenkranz, insegnava all'università di Halle dal 1828. Ma neanche quello. Siamo solo al solito rimpallo all'italiana, n Comune non c'entra, qualcosina l'Accademia, un po' di più il ministero... «C'è un condominio di sei enti» dice il direttore De Filippi proprio adesso che il sindaco-amministratore di condominio (Albertini) non c'è più. E poi ci sono le «job description» stabilite sindacalmente per cui il guardiano non deve pulire, il «bidello» è un nome che non esiste più, la ditta di pulizie è sempre «già passata», l'impiegato non prende in mano la scopa, lo studente butta la carta e se ne frega e anche ai piccioni non si può chiedere più di tanto... Si sa, da vent'anni si aspetta la Grande Brera come si aspetta Godot. Il progetto di Stirling (che intanto è morto) naufragò a causa di mancati espropri; l'attuale sindaco Moratti, allora ministro, firmò il programma per il trasferimento alla Bovisa, che si sta impantanando. Ma per tenere decorosamente il cortile e l'androne d'ingresso non servono strategie, ma pulizie. Non project-financing, ma scope. Ci appelliamo al neopresidente degli Amici di Brera, Bassetti, agli studenti «volenterosi» (un po' come i politici)... Insomma, sopra, in pinacoteca i fondi oro e in cortile un fondo di guano. Sopra Piero della Francesca, sotto la scritta «Diserzione». Da che? Dalla polizia o dalla pulizia?
Più che project-financing meglio scope e buona volontà
Il testo descrive lo stato di degrado dell'androne d'ingresso della Biblioteca Braidense di Brera, una delle pinacoteche più importanti del Belpaese. I visitatori, compresi studenti e studiosi, passano attraverso questo spazio senza curarsi della pulizia, lasciando dietro di sé guano e graffiti. Il testo accusa la mancanza di strategie e di risorse per mantenere il cortile e l'androne puliti, piuttosto che affidarsi a progetti di trasferimento di fondi. La situazione è descritta come un esempio di "Estetica del brutto" e come un rimpallo all'italiana, dove il comune non è responsabile della manutenzione, ma piuttosto l'Accademia e il ministero.
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