Incuria e sporcizia nel complesso monumentale di Brera. Dal cortile d'onore di Napoleone, dove ogni statua dedicata a milanesi illustri è coperta da uno strato di guano, agli scaloni e ai corridoi dell'Accademia di Belle Arti, con le porte delle aule coperte dai graffiti. Il direttore dell'Accademia spiega che «questo è condominio abitato da sei inquilini che non comunicano». L'ultima parola pare essere della Sovrintendenza. Anche sulle pulizie. Ma l'ex sovrintendente Fiorio ricorda «di aver lottato contro i piccioni e di aver perso la battaglia». L'assessore alla Cultura Sgarbi è indignato dalla «mancanza di- senso estetico generalizzata». Colpevoli allo stesso modo Stato e Comune. «C'è sempre un alibi per non fare». E per la Grande Brera (che includa i palazzi Cusani e Citterio) propone: «Una Fondazione, presidente Bassetti». Fuori impalcature eterne, dentro sporcizia assoluta: Brera è un gioiello trascurato. Il complesso monumentale dove gli Umiliati nel '200 stabilirono la loro casa madre, poi affidato ai Gesuiti, da tre secoli proprietà dello Stato e sede dell'Accademia e della Pinacoteca, grida vendetta. Di chi è colpa non si sa. Mentre si trascina la discussione se e dove trasferire l'Accademia, il direttore Ernesto De Filippi ricorda che «questo è un condominio di sei enti che non si parlano da anni». Loro, accademia-università, «costretti a finire le lezioni alle 19 e 30 in punto, perché ci chiudono i portoni», fanno quel che possono. «Ci occupiamo dei corridoi interni, delle aule. Ma il cortile non spetta a noi. Anni fa mi sono permesso di mettere lampade d'autore al posto dei fili a penzoloni e mi sono saltati addosso. Le statue in gesso a corona dei corridoi sono sporche da vergognarsi, ma non le possiamo toccare». Da lì passano duecentomila visitatori l'anno, quattromila studenti, e ogni giorno chi si reca alla Biblioteca Braidense e all'Osservatorio Astronomico che pure ospita una preziosa e rara collezione di libri. Sporco chiama sporco e le porte delle aule più defilate, lontane dalla segreteria dell'Accademia, sono dipinte a graffiti. Le vetrate lungo il perimetro del cortile d'ingresso sono tenute insieme da nastro adesivo da pacchi. Nei muri scrostati i piccioni becchettano la calce. La statua di Napoleone, al centro del cortile d'onore, è coperta di guano. Così la testa degli altri grandi uomini, ai quali i milanesi nel tempo hanno ritenuto doveroso dedicare un monumento e che vigilano sul cortile ai quattro lati: Pietro Verri, creatore de «Il Caffè», simbolo dell'illuminismo italiano, Gabrio Piola, matematico e fisico, il gesuita allievo di Galileo, Bonaventura Cavaliere, il marchese-architetto Luigi Cagnola. Due dita di polvere incrostata e mozziconi di sigarette sugli scaloni che portano alla Pinacoteca. L'unico cestino per le cartacce, al piano terra, all'ingresso della Pinacoteca, è impresentabile. Come la fontana di marmo, dove si abbeverano i piccioni. E verso sera, poi, immobili e nascosti negli angoli più bui dei cortili laterali, due barboni se ne stanno rannicchiati, fumano e si preparano il giaciglio. Via Brera 28: il portinaio osserva anche lui il piccione che becca nel muro. «Cosa ci vuol fare. Questi vivono qua». Le griglie con punzoni hanno imparato ad evitarle da tempo. Come le reti poste a protezione dei luoghi chiusi, che superano volando quasi raso terra. Volatili infernali, sembra voler dire l'ex Sovrintendente di Brera, Maria Teresa Fiorio: «Mi ricordo che avevamo ripulito le statue. Installato antipiccioni ovunque. Ho combattuto una lotta strenua e ne sono uscita sconfitta. Ma non si dia la colpa alla Pinacoteca. Anche gli allievi di Brera fanno la loro parte». In ferie l'attuale sovrintendente, Carla Enrica Spantigati, che divide le sue energie tra Milano e Torino. Una nota di speranza arriva dalla direttrice regionale ai Beni Culturali, Carla Di Francesco: «I lavori delle facciate sono quasi al termine. Poi inizieremo il recupero degli interni». Ma sporco e incuria sono abbastanza per far alzare di un paio di toni la voce dell'assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi: «Milano è in una condizione assolutamente intollerabile anche nei luoghi che potrebbero essere belli. A cominciare dall'illuminazione. La verità è che non c'è senso estetico. Anche gli studenti dell'Accademia che scarabocchiano i muri mostrano indifferenza all'estetica». E che poi annuncia deciso: «Stato e Comune si avvitano su se stessi, ci si trincera dietro il fatto che-non-si-può-fare. Serve una fondazione e il decisionismo del privato per la grande Brera, con un uomo come Aldo Bassetti presidente. E il recupero dei palazzi Citterio e Cusani».
Allarme per Brera. E' rovinata dalla sporcizia"
Il complesso monumentale di Brera, sede dell'Accademia di Belle Arti e della Pinacoteca, è stato descritto come un luogo di grande sporcizia e incuria. Il cortile d'onore, dove si trovano le statue di Napoleone e degli altri grandi uomini, è coperto da guano e graffiti. Le porte delle aule sono dipinte con graffiti e le vetrate sono tenute insieme da nastro adesivo. I piccioni sono presenti in gran quantità e hanno danneggiato le statue e le vetrate. Il direttore dell'Accademia, Ernesto De Filippi, ha spiegato che il problema è dovuto al fatto che il complesso è un condominio di sei enti che non si comunicano.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo