Ha il titolo di un film del terrore, ma il cast di mostri arruolato da Horror watching, ha in comune con il cinema la costante sensazione di un brivido alla schiena. La galleria degli orrori allestita dal quotidiano on line Affari italiani, raccoglie infatti una serie di scempi edilizi fotografati dai lettori in tutta la Penisola. Sbancamenti del pubblico demanio, palazzi costieri con annesso tuffo in acqua, baraccopoli deserte e funivie fantasmatiche. Dalle testimonianze dei lettori, spesso inedite perché raffiguranti ecomostri poco noti al grande pubblico, emerge il quadro di una Repubblica fondata sul mattone selvaggio, almeno quanto sulla Costituzione Sfilano in lenta processione un villino dell'ottocento, devastato per far posto a una struttura metallica nei pressi di Roma, ma anche un rudere dell'ex Italcementi a Cividale del Friuli. Si prosegue con le catapecchie che incombono sul lido di Barletta, con tanto di steccato ricavato dalla recinzione stradale, a una palazzina sorta a Marina di Alliste, provincia di Lecce, a 70 metri dal mare. All'isola Palmaria, provincia di La Spezia, fa bella mostra di sé da trent'anni lo scheletro di un albergo a picco sul mare, ma c'è spazio anche per alcune favelas cosentine, dotate di antenne satellitari. E per le baracche più moderne, da settecentomila euro, che ospiteranno i bambini delle scuole elementari a Pieve Santo Stefano. Tutto seppellito da una colata di condoni e traffici di indulgenze che a partire dagli anni sessanta ha trasformato vincoli e tutela del paesaggio in un enorme business. E cosi che gli italiani trattano l'ottanta per cento del patrimonio artistico mondiale che hanno ereditato. Ai volenterosi, non resta che documentarlo.