Ritorna nel Val di Noto l'incubo del petrolio. Il Tar di Catania ha accolto infatti lino dei due ricorsi presentati dai legali della società petrolifera texana «Panther Eureka» e ha dato il via libera alla ripresa parziale delle trivellazioni nel territorio dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco. A nulla sono valse le rassicurazioni del presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, che in occasione dell'apertura della cattedrale barocca di Noto, il 16 giugno scorso, aveva dichiarato che i texani avrebbero abbandonato il sito. Per i giudici amministrativi il pozzo denominato "Eureka Est", ricadente tra Noto e Rosolini, esattamente in contrada Zisola-Portelli, si può realizzare perché è maturato il "silenzio-assenso" della Regione. Bocciato, invece, l'altro ricorso relativo all'escavazione del pozzo "Gallo Sud 1", per la presenza in quella zona di falde acquifere e di una vasta discarica di rifiuti. In questo caso, per il Tar di Catania, è effettivamente necessaria la valutazione di impatto ambientale prima della eventuale autorizzazione delle trivellazioni. «Invitiamo la Panther Eureka a non dare il via ai lavori», ha ribadito ieri Cuffaro dopo aver appreso la notizia della sentenza del Tar che ha accolto il ricorso della società per la realizzazione del pozzo di esplorazione, sottolineando che, comunque, «in ogni caso, a settembre il governo con procedura d'urgenza presenterà all'Assemblea regionale siciliana un provvedimento che chiuda definitivamente la questione e impedisca le trivellazioni nell'area del Val di Noto dichiarata patrimonio dell'umanità dall'Unesco». Intanto, a Noto e negli altri Comuni del Distretto culturale del sud-est, la mobilitazione è massima. Il sindaco di Noto, Corrado Valvo, ha annunciato che la sua amministrazione continuerà la battaglia contro le trivelle: «Lotteremo ancora con più forza chiamando a raccolta, come abbiamo fatto fino ad oggi, la gente. Ci opporremo in tutte le sedi e continueremo con le iniziative di protesta. Il nostro è un territorio nel quale è impensabile prevedere impianti petroliferi o trivellazioni industriali». Una battaglia giudiziaria e politica, ma «soprattutto mediatica - annuncia il sindaco di Noto - perché la città merita attenzione e non può essere colonizzata». Le dichiarazioni della Panther, che a giugno aveva annunciato di voler andare via da Noto, «erano una grande bufala». «La Panther non ha interesse ad andare via da qui». Valvo ha anche invocato il sostegno del mondo della cultura e dello spettacolo, che già in passato si è impegnato nella difesa del barocco netino. Pur di impedire le trivellazioni nel Val di Noto gli amministratori locali e la gente sono «pronti a iniziative forti ed eclatanti», ha detto il presidente del Distretto culturale del Sud Est e sindaco di Modica, Piero Torchi. «La disposizione del Tar - ha dichiarato Torchi - se pur fondata da un punto di vista giuridico è la evidente dimostrazione di come spesso l'applicazione delle norme e della giustizia non coincidono. Questa vicenda è particolare e avrebbe dovuto essere risolta dalla politica e mediante rapporti istituzionali». Invece è un ulteriore, duro, colpo alle speranze dei siciliani.
Val di Noto. I sindaci contro il Tar
Il Tar di Catania ha accolto il ricorso della Panther Eureka per la realizzazione del pozzo "Eureka Est" nel Val di Noto, dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Il pozzo si trova in contrada Zisola-Portelli, tra Noto e Rosolini. L'altro ricorso relativo al pozzo "Gallo Sud 1" è stato bocciato per la presenza di falde acquifere e discarica di rifiuti. La sentenza ha suscitato reazioni negative tra i locali, che hanno invitato la Panther Eureka a non dare il via ai lavori. Il presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, ha dichiarato che il governo presenterà un provvedimento per chiudere definitivamente la questione e impedire le trivellazioni.
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