LA POLITICA E LECONOMIA LA PROTESTA Da Roma avvertono "Palazzo dOrleans rischia sanzioni" Il governatore: "Un provvedimento per chiudere la questione" I giudici accolgono un ricorso dei petrolieri sul silenzio-assenso La sentenza del Tar di Palermo sulla Val di Noto, fa riesplodere la polemica politica sulle trivellazioni: il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso della società texana Panther Oil, dando il via libera alla realizzazione del pozzo di esplorazione Eureka est. Il ricorso era stato presentato dopo che lassessorato regionale al Territorio aveva ritenuto necessario, prima di autorizzare gli scavi, il «Via», la procedura di valutazione dimpatto ambientale: una richiesta che sarebbe stata fatta troppo tardi. Secondo la Panther Oil, assistita dagli avvocati Nicola Piazza e Salvatore Raimondi, lassessorato aveva comunicato la necessità di procedere al «Via», venti giorni dopo il silenzio-assenso, scattato il 2 gennaio. Una tesi condivisa dal Tar. I magistrati hanno invece bocciato il ricorso relativo alla realizzazione del pozzo Gallo Sud 1, ritenendo che in questo caso, per la presenza in quella zona di falde acquifere e di una vasta discarica di rifiuti, sia necessaria la valutazione di impatto ambientale. Adesso la Regione, che appena due mesi fa aveva cantato vittoria dopo aver ricevuto una lettera dalla società texana che dichiarava di aver cancellato dalla mappa delle trivellazioni la cittadina barocca e i suoi dintorni, si dice pronta a scendere in campo. Il governatore Salvatore Cuffaro chiede alla Panther Oil di non dare il via libera ai lavori. «A settembre il governo - promette Cuffaro - presenterà allAssemblea regionale siciliana, con procedura durgenza, un provvedimento che chiuda definitivamente la questione». Ma nonostante le dichiarazioni dintenti, Cuffaro è già stato messo in mora dal ministero dellAmbiente. Ieri il direttore generale del dicastero, Aldo Cosentino, ha inviato una lettera al presidente della Regione, sottolineando che, al di là del pronunciamento del tribunale amministrativo, la valutazione di impatto ambientale va fatta: «La procedura deve essere comunque assolta», scrive Cosentino citando una direttiva comunitaria che non prevede la procedura del silenzio-assenso. «Leventuale apertura di procedure di infrazione da parte della commissione europea - si legge ancora nella missiva - può tradursi nella successiva apertura di un caso presso la Corte di giustizia europea, con leventualità di sanzioni economiche a carico delle autorità che abbiano adottato misure suscettibili di compromettere seriamente il mantenimento dei siti Natura 2000». Lassessore regionale allAmbiente Rossana Interlandi assicura che terrà fede a quanto richiesto dal ministero. «La decisione del Tar, che impugneremo - dice - non cambia di una virgola la scelta politica sul val di Noto, che è unica e irreversibile: stop alle trivellazioni. Il Tar in questo caso ha preso atto degli errori e dei ritardi che si sono verificati sotto le gestioni precedenti. Dintesa con il presidente Cuffaro adotterò tutti quegli atti capaci di garantire che le trivellazioni nella val di Noto non saranno mai effettuate. Anche a costo di dover adottare delle iniziative personali clamorose. Un esempio? Fare opposizione fisica». Ma le rassicurazioni di Cuffaro e Interlandi, non convincono il centrosinistra. Per il senatore della Margherita Franco Piro «cè un inquietante intreccio tra sottili interpretazioni e defaillance burocratiche che finirà per dare il via libera alle trivellazioni in val di Noto. Prevale su tutto la mancanza di volontà della Regione che può sfociare in aperta complicità. È deplorabile che si siano lasciati maturare i tempi per il silenzio-assenso. Per quanto ci riguarda chiediamo che venga adottato un provvedimento, se occorre anche con legge, che vieti qualunque attività di trivellazione nei siti sensibili, a cominciare da quelli Unesco». Una posizione condivisa da Antonello Cracolici, capogruppo dei Ds allArs: «Mi sembra chi ci sia un gioco della parti - dice - al di là delle dichiarazioni roboanti, fatte a mezzo comunicato stampa, non mi pare che la Regione abbia predisposto atti che davvero potessero fermare le trivelle. Studierò la questione per capire come può intervenire lArs». E un appello allAssemblea regionale siciliana arriva dal sindaco di Noto, Corrado Valvo: «Non solo Cuffaro, ma tutta lAssemblea dovrebbe adottare provvedimenti legislativi coerenti con quanto più volte proclamato in merito alla tutela del territorio. Noi continueremo la nostra battaglia giudiziaria e politica ma soprattutto mediatica. Le dichiarazioni della Panther, che diceva di voler andare via da Noto, erano una grande bufala». Fabio Granata, vicesindaco di Siracusa che da assessore al Turismo nel 2005 aveva minacciato di dimettersi se la Regione non avesse imposto lalt ai texani, chiede che il governo regionale inserisca nel ddl sullo sviluppo la definitiva revoca delle ricerche petrolifere nella val di Noto. Unidea condivisa dal coordinatore regionale di An Giuseppe Scalia. E mentre Legambiente torna a chiedere alla Regione di fermare, con un vincolo paesaggistico, le trivelle in val di Noto, lassessore regionale ai Beni Culturali, Nicola Leanza, chiede un incontro con i sindaci del territorio per «stabilire una linea definitiva da seguire in unarea dichiarata patrimonio dellUnesco».