Il consigliere regionale Piero Colussi lo chiede in un'interrogazione alla Regione per evitare che si ripetano le sviste e le dimenticanze che hanno portato all'abbattimento della vecchia Dogana di Vallenoncello L'abbattimento della vecchia Dogana di Vallenoncello, oltre ad aver suscitato le proteste degli storici, che la ritenevano un bene da sottoporre a tutela e il dissenso del direttore del museo, Gilberto Ganzer, il quale ha sottolineato che l'immobile risalente al 1600 era una testimonianza importante dello sviluppo economico locale, ha spinto ora il consigliere regionale Piero Colussi a inoltrare un'interrogazione in Regione. In particolare, Colussi si rivolge all'assessore alla Cultura, chiedendogli se, «alla luce di quanto avvenuto a Pordenone e verificata l'assenza di una mappatura locale dei Beni culturali, non ritenga di voler favorire - coinvolgendo la Sovrintendenza dei Beni culturali, il Centro regionale di catalogazione e restauro di Villa Manin ed i Comuni di volta in volta interessati - un inventario scientifico e aggiornato del patrimonio culturale materiale del territorio regionale». E ciò affinchè non si commettano più "sviste", come quella che ha fatto radere al suolo la Dogana: «abbattuta di sabato - sottolinea Colussi - senza pertanto che fossero reperibili funzionari della Sovrintendenza dei beni culturali o i responsabili dei Civici musei locali. Il valore storico dell'immobile abbattuto - aggiunge nel documento - era accertato con sicurezza da innumerevoli fonti bibliografiche fra le quali merita citare "I Commentarii Urbani" di Giovan Battista Pomo, dall'opera "Pordenone città portuale" e, soprattutto, dal noto e recente lavoro di Flavio Crippa "Archeologia industriale a Pordenone: acque e fabbriche dal 15. al 20. secolo" e che il sito andato definitivamente perso è espressamente citato come "Dogana" sia nel Catasto del Regno Lombardo Veneto che nella importantissima "Carta di guerra" austriaca, entrambi atti giacenti presso l'Archivio di Stato di Pordenone». Nonostante ciò la dogana non era sottoposta a tutela. «E da quanto ho appreso dalla stampa - continua - quando Elisabetta Francescutti, della Sovrintendenza dei beni culturali di Udine si è recata a visionare il luogo, le ruspe lo avevano già demolito. L'esperta ha dichiarato che se l'edificio fosse stato ancora in piedi avrebbe potuto inibirne la demolizione, ma davanti a un mucchio di macerie non ha potuto fare alcunché». Tenuto conto, infine, che il Centro regionale di catalogazione e restauro di Villa Manin ha prodotto per molti anni singole pubblicazioni, denominate "Quaderni del Centro", dedicate ai Comuni della regione, Colussi invita dunque l'assessore competente a coinvolgerlo nella mappatura dei beni culturali naoniani.
Beni culturali, serve un censimento per tutelarli
Il consigliere regionale Piero Colussi ha inviato un'interrogazione all'assessore alla Cultura della Regione, chiedendo di favorire un inventario scientifico e aggiornato del patrimonio culturale materiale del territorio regionale. Ciò, in particolare, per evitare che si ripetano le "sviste" come quella che ha portato all'abbattimento della vecchia Dogana di Vallenoncello. La Dogana, infatti, era un bene culturale importante, con un valore storico accertato da fonti bibliografiche. Nonostante ciò, non era sottoposta a tutela e la sua demolizione è stata condannata dagli storici e dal direttore del museo.
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