Il degrado corre sui binari. La stazione Trastevere e piazzale Flavio Biondo sono da anni il teatro di un'emergenza sanitaria e di sicurezza che ha superato di gran lunga il comune senso del pudore e la soglia minima della sicurezza sociale. Basta camminare sul piazzale antistante la stazione per accorgersi dello stato di abbandono e degrado che circonda lo scalo ferroviario, oppure percorrere la scala che collega la stazione a via degli Orti di Cesare, un latrina a cielo aperto, popolata in ogni ora del giorno da barboni ed extracomunitari che utilizzano il passaggio pedonale come campeggio e luogo dove ubriacarsi. L'androne della stazione, un edificio di inizio secolo, costruito al posto della precedente stazione di piazza Ippolito Nievo, è diventato il luogo ideale per il bivacco di senzatetto e tossicodipendenti, che si sono resi più volte protagonisti di aggressioni e rapine ai danni dei viaggiatori. Per non parlare del viavai di rom che, soprattutto la domenica, durante l'orario dell'adiacente mercato-suk di Porta Portese, trovano terreno fertile per piccoli furti e rapine ai passanti. Da quando sono iniziati i lavori del vicino Pup, gli zingari si sono spostati dal parco Ghetanaccio a piazza Biondo, aggravando ancora di più la degradata situazione esistente. «Mi hanno rapinato 5 volte negli ultimi due anni», si è lamentato il tabaccaio interno alla stazione, «ho presentato un esposto alla procura ma non sembra cambiare più di tanto la situazione». La stazione di Trastevere è uno degli snodi principali del pendolarismo lavorativo romano; fu iniziato un recupero della struttura e del parcheggio durante il Programma Grandi stazioni, poi abbandonato e di conseguenza la stazione stessa. Gli esercenti e i viaggiatori lamentano da sempre una condizione di insicurezza diffusa, un lamento che sembra non essere preso in considerazione dall'amministrazione. Esiste allo studio un progetto di riqualificazione promosso dall'assessore capitolino alla sicurezza Jean Leonard Touadi, fermo però nei labirinti burocratici del Campidoglio e in attesa di un finanziamento regionale. «Il progetto dell'assessorato è vago e poco credibile», sostiene il capogruppo di Alleanza Nazionale in XVI municipio Fabrizio Santori, «con il consigliere Aumenta abbiamo studiato tutti gli incartamenti e siamo sempre più convinti che il Sindaco Veltroni e la sua Giunta non si rendano conto dell'emergenza che è scoppiata nei pressi della stazione». Intanto i cittadini si sono costituiti in associazione per dare voce allo scontento che da troppo tempo rimane lettera morta.