Settemila persone senza fissa dimora? «Un dato approssimato per difetto, perché sono tantissimi quelli che si nascondono, e che sono difficilmente censibili». Di una cosa monsignor Guerino Di Torà, direttore della Caritas diocesana di Roma, è assolutamente certo: «Le persone senza fissa dimora sono aumentate di molto negli ultimi anni, e non solo a causa dell'immigrazione». Monsignor Di Torà, il fenomeno degli homeless è destinato a espandersi ancora? «Sicuramente c'è un incremento che va avanti da alcuni anni. E tante situazioni sono ancora sconosciute, perchè queste persone tendono a nascondersi, a non apparire. È difficile fornire un dato sicuro». È facile, in questi casi, collegare l'incremento all'immigrazione dall'estero, in particolar modo dall'Est europeo. «Gran parte delle persone senza fissa dimora arrivate a Roma negli ultimi tempi provengono dalla Romania. Questi cercano in gran parte alloggi di fortuna nelle borgate periferiche, come il Casilino o il Prenestino, all'altezza del grande raccordo anulare. Ma ultimamente sono sempre di più quelli che vanno a vivere a Ostia». In tanti passano la notte nelle zone centrali della città, però. «Nella maggior parte dei casi vengono scelte le zone in prossimità dei luoghi di assistenza, come nel caso della stazione Termini. Ma le zone con maggiore densità di persone senza fissa-dimora sono diverse: per esempio l'area di via Tiburtina, nei pressi del Verano». Da anni voi della Caritas lavorate per queste persone. Secondo lei si fa abbastanza? «Anche il Comune offre un grande impegno. Ma spesso non basta, anche perché le persone che si vengono a trovare in questo tipo di situazione acquisiscono una mentalità che non necessariamente li spinge alla ricerca di una nuova casa». In che senso? «Queste persone, e parlo in particolare dei clochard italiani, spesso acquisiscono un modo di vivere che li porta a dissociarsi dalla società. Per cui il vero lavoro non è trovare un alloggio ma recuperarli alla comunità, farli sentire utili agli altri».
Monsignor Di Torà: Settemila? No, sono di più e si nascondono
Monsignor Guerino Di Torà, direttore della Caritas diocesana di Roma, afferma che le persone senza fissa dimora sono aumentate di molto negli ultimi anni, non solo a causa dell'immigrazione. Il fenomeno è destinato a espandersi ancora. Le persone senza fissa dimora tendono a nascondersi e a non apparire, rendendo difficile fornire un dato sicuro. La maggior parte delle persone senza fissa dimora a Roma proviene dalla Romania, e si nascondono nelle borgate periferiche o nelle zone centrali della città. La Caritas lavora per queste persone, ma spesso non basta.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo