CAMPIGLIA. Rta di Campiglia: interviene Livio Cristiani (Giunta di mandamento Confesercenti) che pur riconoscendo la delicatezza del contesto, ritiene che «Campiglia debba cogliere l'obiettivo di implementare le sue potenzialità turistiche e che non possa farlo mettendo in campo soltanto il patrimonio esistente». «Il paese - dice l'esponente della Confesercenti - ha bisogno di fornire una risposta in termini di offerta, della quale si avvantaggi anche il comparto commerciale locale, attraverso delle strutture capaci di misurarsi con la dinamica dei flussi e di garantire dei numeri significativi: si creeranno così le condizioni per una crescita economica, ma anche qualitativa, davvero non comune. E' in questo quadro che Campiglia ha previsto la Rta». Cristiani chiede la garanzia che non siano realizzate ulteriori superfici commerciali e pensa ad una Rta correttamente gestita «e non furbescamente trasformata in una serie di seconde case, che non produrrebbero i benefici economici dei quali Campiglia ha bisogno». «In questa fase, tuttavia, occorre non indulgere a processi all'intenzione, ma nel contempo - dice ancora Cristiani - vigilare che la destinazione urbanistica assentita venga puntualmente rispettata, esigendo, ad esempio che la struttura disponga di un servizio bar per gli alloggiati, che è un requisito obbligatorio per tutte le Rta. Sarebbe, ad ogno buonconto, un evidente segnale della serietà dell'iniziativa». Per il rappresentante dei commercianti il dibattito, se è costruttivo e verte su questioni fondate e ragionevoli, è giusto. «Tuttavia - prosegue - avvertiamo talvolta la sensazione di una volontà di conservazione e di immobilismo, più che di tutela, che promana anche da figure eminenti. L'impressione è che esse abbiano una visione del luogo particolarmente circoscritta e magari legata al fine settimana ed alle sole vacanze». La sfida, nel suo giudizio, consiste nel confrontarsi con una logica di area vasta, che si ritrova anche nel piano strutturale d'area, che interesserà a breve tutti e cinque i Comuni del Circondario. «Un modo concreto - dice ancora - per fare sistema, ciascuno con le proprie peculiarità. In estrema sintesi, pensiamo che sia corretto perseguire un indirizzo di tutela, ma anche di valorizzazione delle risorse disponibili, senza indulgere alle suggestioni di uno splendido isolamento, del tutto privo di fondamento economico e sociale». Nello specifico Cristiani si aspetta una ferma attenzione delle istituzioni, ed in particolar modo del sindaco, all'aspetto architettonico dell'intervento, soprattutto nella fase di redazione del progetto esecutivo, «che - chiude il commento - deve tenere conto della delicatezza del contesto in cui va a collocarsi».