Il governo annuncia una taglia da un milione di euro Ancora 170 focolai, nuovo allarme alla periferia della capitale -------------------------------------------------------------------------------- MILANO. Atti di terrorismo. Per il ministro dell'Interno Vyron Polidoras, gli incendi dolosi, che da venerdì scorso flagellano la Grecia e hanno ucciso 63 persone, sono considerati un attacco vero e proprio al Paese. Le indagini sui roghi sono state affidate al procuratore capo Dimistris Papangelopoulos, responsabile delle inchieste sul terrorismo e crimine organizzato. Il compito sarà di verificare se gli atti incendiari possano rientrare nelle disposizioni della legge anti-terrorismo. «Molti incendi sono divampati alle 3 o 4 del mattino in aree inaccessibili ai passanti», ha spiegato Polidoras, «e questo porta a concludere che stiamo affrontando una minaccia assimmetrica». E a confermare l'origine dolosa delle fiamme è il ritrovamento nelle zone colpite, di indumenti e tessuti imbevuti di benzina. La polizia greca ha fermato nelle ultime ore 33 persone sospette. Il governo greco ha anche disposto una taglia fino a un milione di euro per l'arresto dei responsabili. Il ministro per l'ordine pubblico ha offerto una ricompensa variabile da 100.000 a un milione di euro «a chiunque fornirà informazioni che portino all'identificazione e all'arresto dei criminali». E sono ancora 170 i focolai che devastano la Grecia, fiamme sparse in ben 42 fronti. Fino a ieri mattina i pompieri hanno contato 89 roghi divampati nelle ultime 24 ore. Le fiamme hanno nuovamente colpito la periferia di Atene dove sono intervenuti 15 camion di vigili del fuoco e un elicottero: una colonna di fumo si è levata sino al centro della capitale. Il violento incendio scoppiato tre giorni fa, sul monte Hymettus, a circa 20 chilometri da Atene, è infatti tornato a divampare. Le fiamme si stanno estendendo alle pinete circostanti sospinte dal vento. I pompieri sono invece riusciti a domare l'avanzata delle fiamme verso l'antica Olimpia, dove nacquero i primi Giochi, ma si teme che i continui cambiamenti del vento possano spingere nuovamente il fuoco verso il sito archeologico. Ventisette villaggi sono stati evacuati e migliaia di persone sono rimaste senza tetto. La battaglia contro le fiamme sta impegnando oltre 9000 pompieri, 4500 operatori stagionali, 5000 solati, moltissimi volontari, con con l'ausilio di elicotteri e Canadair, arrivati da Francia, Germania, Italia, Israele, Olanda, Norvegia e Slovenia. Il governo ha stanziato fondi per le popolazioni colpite: 3.000 euro per chi ha perso casa e terreni e 10.000 euro per la perdita dei congiunti. Anche la società civile si è mobilitata per raccogliere fondi. La caccia ai piromani è serrata: un uomo è stato arrestato a Oitlos, sull'isola di Evia, con l'accusa di incendio doloso e omicidio plurimo. E' stata anche fermata una donna di 76 anni per aver causato un incendio a Zacharo, uno dei villaggi più colpiti e dove ci sono stati 37 morti accertati. Altre quattro persone sono finite in manette a Mesorachi, sempre sull'isola di Evia.