LA GRECIA BRUCIA Stato d'emergema Sono episodi dolosi: ritrovati inneschi e prove dell'azione criminale dì piromani Scene dell'orrore Bimbi carbonizzati nelle auto o soffocati dai gas tossici Distrutte le antiche foreste dell'Attica L'incendio fa strage: oltre 50 morti, Interi paesi cancellati Le salme allineate nei piazzali, nei body bag bianchi; il crepitio delle fiamme, lo schianto continuo di alberi, lo sfrigolare dei getti d'acqua lanciati sulle carcasse roventi deEe auto, seguiti da colonne di vapore; il pianto della gente, le urla di terrore; il sibilo del vento forza 9 che ha moltiplicato la violenza dei roghi. Che sono dolosi. La polizia ha trovato, ovunque, inneschi e prove dell'azione criminale dei piromani. Ora si ascolta solo la voce dei vigili del fuoco, in tv, attraverso gli altoparlanti, o piccoli megafoni, mentre attraversano le aree e i quartieri desertificati sui mezzi di soccorso impolverati, esausti come loro. È la colonna sonora delle immagini trasmesse in diretta dalla tv greche, nazionali o network privati, dai boschi del Peloponneso. Sotto, scorrono le strisce con gli aggiornamenti sul numero di vittime: 21, 34, 50 morti. Forse di più. Scorrono i nomi di località sino a ieri sconosciute. Una dopo l'altra. Decine di paesi, frazioni, sobborghi di Atene, nella lista del terrore e della morte. I furgoni mortuari affiancano le ambulanze, salgono in colonna sui tornanti delle colline e delle montagne. Dall'aeroporto, colonne di fumo in direzione Sud-Est rivelano le dimensioni terrificanti di questa tragedia epocale. Non ci sono solo le vittime, i morti, i bambini inceneriti nelle auto trasformate in cremato-ri, o soffocati dai gas tossici; è in atto un disastro ambientale di proporzioni immani, incalcolabili sull'eco-sistema dell'intera Grecia. Distrutti i polmoni verdi alle spalle della capitale, a soli 20 chilometri, e distrutte le antiche foreste dell'Attica. Ci sono polemiche contro il governo, accusato di non aver saputo gestire niente. Né gli interventi diretti contro le fiamme, né i piani di evacuazione, né un piano di prevenzione, in un Paese a rischio, dove ogni anno avvengono migliaia di incendi, e oltre 3 mila segnalati nel 2007. La mappa degli incendi si aggiorna di minuto in minuto. Il vento gioca con le fiamme, le sospinge in modo bizzarro, da Est a Sud, e poi fa improvvisi vortici che spiazzano completamente le forze, ingenti, della Protezione civile greca, affiancata da squadre arrivate dalla Uè. I roghi assediano i luoghi sacri, sfollato anche il monastero di Agos lannis; non risparmiano il cimitero di Kesariani. Uomini e donne in preda al terrore corrono sfiniti, sfilano davanti alle videocamere delle tv. Ancora paesi cancellati dal fuoco: Vironas, Cholargos e Papagou. Bloccate le arterie più importanti di Atene, la città è immersa nel caos. I taxisti, in coda davanti ai terminal dell'aeroporto, guardano il cielo, verso l'Acropoli che si staglia sulla grande nuvola nera, che filtra i raggi del sole. Le stragi si concentrano nel Peloponneso, ma il fronte degli incendi sembra estendersi ovunque. Decine di vigili del fuoco abbandonano la lotta contro i focolai per creare le vie di fuga agli abitanti, centinaia. Brucia anche Imittos. L'emergenza, in pochi minuti, cambia zona, aree, regioni. In serata va in crisi Eubea meridionale, poi Kalivia, fino a lambire Lagonissi, le spiagge di Atene. Il primo ministro, Kostas Karamanlis promette «un'inchiesta severissima contro i piromani» e già preannuncia i primi arresti. In Grecia, presto, ci saranno le elezioni anticipate e il presidente Karolos Papoulias ha lanciato un appello «all'unità nazionale», invitando i politici dei due schieramenti in lotta, di «non approfittare del lutto nazionale e di unire le forze». Messaggio chiaro, rivolto ai profeti della «catastrofe annunciata». I turisti, molti italiani, sono stati messi in salvo nei centri di raccolta. Chiusi alberghi e camping di Zakharo, nella prefettura di Ilia, nella parte occidentale. Scene di orrore puro. Uccisa una donna con i suoi quattro figli a Kilia; tredici morti ad Artemida, prigionieri delle loro auto. Ad Atene si ferma pure il calcio. Il campionato è stato sospeso. E oggi sarà un'altra giornata terribile.