«ATENE? Dalle tre e mezza di oggi pomeriggio qui è calata la notte. Davvero: non si vede più un lembo di cielo, i raggi del sole non riescono a trapassare questo manto grigio, steso come un velo funebre sulla città. Il monte Imithòs sta bruciando a venti chilometri da casa mia. Ho chiuso tutte le finestre e acceso la luce, l'aria condizionata e il televisore. Fuori ci saranno trentotto gradi, ma non è il caldo... Ci siamo abituati, il termometro di questi tempi può anche sfiorare i 50». L'architetto Marianna Hatzi vive con la sua famiglia a Patission, il quartiere dell'Università che si trova nel centro della capitale ellenica. Lei, come migliaia di altri cittadini greci, sta seguendo "in diretta" il tragico svolgimento degli incendi che da venerdì stanno devastando il Paese. «Mia figlia racconta è uscita per andare a prendere un caffè, ma lo ha lasciato lì, non ha potuto berlo: una pioggia di cenere galleggiava nella tazzina. La cenere cade e si posa ovunque, come se ci fosse stata l'eruzione di un vulcano. L'aria: ha un odore irrespirabile che ti prende alla gola e ti impedisce di circolare. Meglio stare dentro. Fuori si passa da un'emergenza all'altra. Le televisioni trasmettono ininterrottamente la stessa cronaca da Patrasso a Corinto, dalle montagne dell'Arcadia all'Eubea. Il Peloponneso brucia, ma le fiamme sono anche qui, al mare, vicino Glifada (il lungomare residenziale di Atene, ndr). E' un via vai di sirene. Poco fa ho sentito in tv che stavano evacuando due monasteri. Si dice che siano morte già cinquanta persone, quando mai è successa una cosa del genere? Io non lo ricordo. E' una tragedia e non si capisce niente, non si sa chi e se ci sia una regia dietro questo disastro. Si fanno tante ipotesi. Hanno arrestato delle persone, l'ultima oggi, un cinquantacinquenne. Mah! I giudici dicono che devono fare indagini. La gente si lamenta, certo che si lamenta. Dice che non ci sono stati soccorsi, che non sono stati abbastanza, che non sono stati tempestivi: ma la Grecia è grande, i mezzi e gli uomini, è vero, sono pochi, e poi ci sono le montagne, come si fa a correre da una parte all'altra del paese? I vigili del fuoco sono tre mesi che non hanno tregua, qualcuno ci ha rimesso la vita, e da ieri soffia un ventaccio che complica le cose. Un vento terribile, certe raffiche che chissà da dove arrivano. Il vento è la cosa che mi preoccupa di più. Pare che gli aeroplani non abbiano neanche potuto alzarsi in volo per raggiungere le zone in fiamme. Insomma, è tutto difficile». «I nostri politici? Sono stati colti di "contropiede". Siamo praticamente alla vigilia delle elezioni. Ieri il primo ministro Karamanlis è andato di persona a vedere la catastrofe in Peloponneso. Oggi ci è andato il suo antagonista, George Papandreu. Per il momento la campagna elettorale si è fermata. Le votazioni sono scomparse dai servizi televisivi, non trasmettono più neanche gli spot dei partiti. Il capo di stato ha dichiarato il lutto nazionale a oltranza, fino a quando cioè non si sarà spento l'ultimo rogo, perché ogni giorno il bollettino dei morti si allunga. Non so se rinvieranno la data della chiamata alle urne. Può darsi. Ma adesso l'emergenza è un'altra. Fortunatamente le fiamme hanno risparmiato fino ad ora le nostre zone archeologiche, ma che pena per tutta quella povera gente scappata dai villaggi, dalle proprie case. Tanti turisti hanno cercato scampo sulle spiagge aspettando di essere portati in salvo. Ma neanche in riva all'acqua si sono sentiti al sicuro. In alcune zone, come a Kaiafa, i pini scendono giù dalla montagna e digradano verso il mare: tronchi, rami, foglie, tutto diventa un pericoloso combustibile. Sul mio terrazzo, se non fosse per questo caldo, direi che ha nevicato. Ma è cenere, per fortuna qui è solo cenere».
ATENE? Dalle tre e mezza di oggi pomeriggio qui è calata la notte.
La Grecia è stata colpita da una serie di incendi devastanti, che hanno bruciato villaggi, case e terreni agricoli. La città di Atene è stata colpita da una pioggia di cenere, che ha reso difficile la circolazione e ha causato problemi di respirazione. Le autorità hanno lanciato un'operazione di evacuazione, ma le strade sono state bloccate a causa del vento forte e delle fiamme. I politici hanno fermato la campagna elettorale per concentrarsi sull'emergenza. Il governo ha dichiarato il lutto nazionale e ha lanciato un appello ai cittadini per la solidarietà.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo