Massa Lubrense. Dagli anni '70 è il belvedere al quale non si può accedere, il belvedere negato. C'era una volta qui, nella parte più alta della collina del Deserto di Sant'Agata sui due Golfi, la possibilità di catturare con un unico colpo d'occhio la bellezza dei due golfi di Napoli e di Salerno. Per godersi uno dei panorami più famosi della penisola sorrentina, bastava salire sulla torretta del monastero costruito nel 1679 dai padri Carmelitani Scalzi Teresiani, edificio di grandi dimensioni restaurato nel 1867 da padre Ludovico da Casoria che vi fondò l'ordine dei frati Bigi. Negli anni '70, però, l'ordine dei frati Bigi fu sciolto da un provvedimento papale e la proprietà del monumentale complesso passò alle suore Benedettine che seguono rigide regole di clausura. Non è colpa delle suore se da allora è diventato inaccessibile il Belvedere del Deserto, che per secoli ha incantato generazioni di turisti, tra cui, all'epoca del Grand Tour, visitatori famosi come Goethe, Nietzche, Wagner e Stendhal. La clausura impedisce alle monache di attivarsi per accogliere i visitatori e favorire l'accesso alla torretta. E da anni l'amministrazione comunale di Massa Lubrense (una bozza di convenzione degli anni '80 non è stata mai concretizzata) e la Pro Loco Due Golfi stanno cercando di trovare un punto d'incontro con i vertici dell'ordine monastico per stipulare un accordo che possa rendere fruibile il belvedere come lo era fino a trent'anni fa. Nell'800, quando il monastero fu ceduto dalla parrocchia di Sant'Agata sui due Golfi a padre Ludovico da Casoria, la cessione fu vincolata da un accordo che prevedeva la fruizione del belvedere, della foresteria e dello stesso convento per visitatori e turisti. I frati Bigi incentivarono le potenzialità turistiche della struttura al punto che varie guide turistiche, italiane e straniere, menzionano il Deserto e la bellezza del suo belvedere che tuttora segnalano come luogo aperto al pubblico ignorando la querelle in corso dagli anni '70. Oggi non è possibile, inoltre, visitare nel monastero la sala maiolicata, la sala Ginori (attualmente chiusa, con le finestre murate per evitare furti), dove vi è una rara e preziosa collezione di ceramiche d'epoca. Non è stata fortunata anche per altri aspetti la storia più recente del Deserto, una località detta anticamente monte Sireniano. Migliaia di reperti archeologici di cui la zona era ricca sono stati trafugati, altri aspettano di essere riportati alla luce e solo una parte di essi è custodita nel museo Vallet a Piano. Non sono mai decollati i progetti di valorizzazione del Deserto in chiave turistica, come sottolineano Donato Iaccarino, presidente della Pro Loco Due Golfi, e l'albergatore Luigi Poi, attento cultore della storia di Sant'Agata sui due Golfi. Buona parte dei problemi ruota attorno alla querelle di quel belvedere dal quale fino agli anni '70 i turisti potevano catturare con lo sguardo i golfi di Napoli e Salerno, la penisola sorrentina, Capri, Ischia e Procida e (nelle giornate più limpide) il Cilento e le coste della Calabria. Ma qui c'è ancora chi vuole vincere la battaglia per la riapertura della torretta che conduce al Belvedere negato.
CAMPANIA - Massa Lubrense. Dagli anni '70 è il belvedere negato.
Il Belvedere del Deserto, situato a Massa Lubrense, è un luogo di grande bellezza che offre uno dei panorami più famosi della penisola sorrentina. Tuttavia, negli anni '70, l'ordine dei frati Bigi, che gestiva il monastero, fu sciolto e la proprietà passò alle suore Benedettine, che seguono regole di clausura. Ciò ha reso inaccessibile il belvedere, che era stato un luogo popolare per i turisti, tra cui famosi visitatori come Goethe e Stendhal. Oggi, l'amministrazione comunale e la Pro Loco Due Golfi stanno cercando di trovare un accordo con l'ordine monastico per aprire il belvedere.
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