Cernobbio Drouler: «La linea serve l'hotel e la galleria, purtroppo non si poteva fare nulla per impedire di installarla» Autorizzato dalla sovrintentenza, passa proprio sopra alle fortificazione storiche della contessa Pino Quello commesso all'interno del parco secolare di villa d'Este ai danni di un patrimonio storico e ambientale di valore inestimabile non è un peccato di poco conto, ma la curiosità che lascia allibiti sta nel fatto che dell'opera, eseguita appena al di sopra delle fortificazioni storiche della contessa Pino, quasi a lambire gli alberi, è stato protagonista l'Enel, con l'autorizzazione dalla sovrintendenza, l'istituto che dovrebbe tutelare i valori paesaggistici. C'è stata da parte dei funzionari dell'ente pubblico un'indulgenza a favore di un altro soggetto una volta pubblico, ora trasformato in società per azioni, ma pur sempre legato, quanto a partecipazioni, allo Stato? Il giudizio, alla luce della documentazione fotografica spetta ai lettori. C'era una vecchia linea aerea all'interno del parco, rispettosa dell'ambiente, poi ragioni tecniche hanno reso necessaria la sostituzione dei conduttori e, ottenute le autorizzazioni, sovrintendenza compresa, l'Enel ha dato corso alle opere, terminate pochi giorni fa. Nel momento in cui i pali sono stati collocati con tesatura dei nuovi cavi lo sfregio è apparso evidente e quelli che passano lungo la provinciale Vecchia Regina non possono fare a meno di notarlo. «Purtroppo non ho avuto la possibilità di impedire la realizzazione dell'opera - dice l'amministratore delegato di Villa d'Este, Jean Marc Drouler - in quanto la linea ha la duplice funzione di alimentare alcune parti dell'hotel e fornire energia agli impianti della galleria Anas di Cernobbio. A seguito delle rimostranze, i responsabili dell'Enel mi hanno assicurato che l'opera è provvisoria e in futuro si cercherà di realizzare una linea interrata. In sostanza hanno riconosciuto che quel cavo così in vista non sta bene e si porrà rimedio. Intanto è stato collocato e non è dato sapere per quanto tempo. Speriamo bene». Le fortificazioni che tutti gli anni vengono valorizzate da Villa d'Este con appropriati tagli della vegetazione e con una suggestiva illuminazione notturna in modo da renderle visibili dal lago, dalla strada provinciale e dal parco sono testimonianza di una singolare storia d'amore. Dal cardinale Tolomeo Gallio, del quale proprio quest'anno si celebra il 400 anniversario della morte, la cinquecentesca villa d'Este, dopo vari cambiamenti di proprietà, era passata al marchese Bartolomeo Calderara che aveva sposato Vittorina Peluso. Calderara aveva ricondotto la villa padronale all'antico splendore con restauro dell'immobile e abbellimento del parco. Aveva fatto costruire il viale di accesso, fiancheggiato a destra e sinistra da ruscelli a conche e cascatelle, inoltre aveva piantato due filari di cipressi che salivano fino alla statua dell'Ercole. Il marchese morì nel 1806 e la vedova sposò il generale conte Domenico Pino, al quale la città di Como ha intitolato una via, illustre figura di combattente all'epoca di Napoleone. Quando la contessa Pino previde prossimo l'arrivo del marito nella villa dove anch'egli sarebbe venuto a stabilirsi dopo le fatiche delle guerre, da consorte innamorata pensò di fargli una sorpresa e costruì nella parte alta del parco un insieme di torri e di mura che dovevano rappresentare una delle tante fortezze conquistate dal generale con molta abilità e altrettanto ardire nelle guerre di Spagna. Le fortificazioni che avrebbero permesso al generale di ricostruire, almeno nella memoria, grandi eventi della sua carriera sono rimaste ben conservate. Sui percorsi tra mura e torrette, con la trasformazione della villa in grand hotel (anno 1873), sono nati altri amori e i reperti rappresentano una delle attrattive più ammirate.
CERNOBBIO Un cavo Enel sfregia il parco di villa d'Este
L'Enel ha installato una linea elettrica a Cernobbio, vicino a Villa d'Este, senza preoccuparsi delle fortificazioni storiche della contessa Pino. L'opera è stata autorizzata dalla sovrintendenza e ha causato danni al patrimonio storico e ambientale. L'amministratore delegato di Villa d'Este, Jean Marc Drouler, ha riconosciuto che l'opera non è visivamente gradevole e che si cercherà di realizzare una linea interrata in futuro. Le fortificazioni della contessa Pino sono un patrimonio storico e ambientale di valore inestimabile e sono state costruite per il generale conte Domenico Pino. Sono state trasformate con il tempo e sono ora un'attrazione turistica.
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