Dove ora sono cliniche e laboratori nasceranno hotel, negozi, uffici Una giuria sceglierà tra 10 grandi progetti -------------------------------------------------------------------------------- Dopo 750 anni l'ospedale Santa Chiara lascerà la sua antica dimora che si affaccia in piazza dei Miracoli, per trasferirsi a Cisanello. È un'operazione già avviata da anni e che si concluderà entro il 2012. Gli undici ettari dove sono ora sparse le cliniche, i dipartimenti, i laboratori saranno trasformati in alberghi, ristoranti, residenze, poste, banche, sedi espositive, biblioteche, negozi. L'unico edificio che non sarà toccato è quello della Scuola medica, memoria storica di un illustre passato e dirimpettaio all'altro "monumento" pisano che è l'Orto Botanico. Il trasferimento dell'ospedale, con la nascita accanto a piazza dei Miracoli di una "nuova città", è stato pensato in grande, sottoponendolo attraverso un bando di concorso a professionisti di tutto il mondo: con la scelta di 10 progetti tra i 40 inviati, siamo ora alla fase decisiva. A settembre si riunirà la commissione giudicatrice che sceglierà quello vincente. Cinque di questi progetti sono stranieri (due inglesi, uno svizzero, uno spagnolo e uno francese) e altrettanti italiani. I partecipanti hanno avuto tre mesi di tempo, dopo la selezione fatta dalla commissione nel maggio scorso, per presentarli. E il 16 agosto sono puntualmente arrivati sul tavolo della commissione, a palazzo Gambacorti, sede del Comune. La giuria che dovrà scegliere quello che vincerà il concorso è presieduta dall'architetto Mario Pasqualetti, direttore dell'area qualità edilizia e trasformazione urbana del Comune di Pisa. I membri effettivi sono cinque: Howard Burns, scozzese, storico dell'architettura, docente a Londra, a Cambridge e al Mit, attualmente ordinario di storia dell'architettura presso la Scuola Normale; Vezio De Lucia, urbanista, già direttore generale dell'urbanistica al ministero dei Lavori pubblici; Massimo Dringoli, direttore del dipartimento di ingegneria civile dell'Università di Pisa; Carlo Olmo, storico dell'architettura e degli spazi urbani, preside della facoltà di Architettura I del Politecnico di Torino e presidente della Conferenza dei presidi di Architettura. «Il lavoro di selezione - dice l'architetto Pasqualetti - ha tenuto conto delle varie esperienze nel campo architettonico e della progettazione urbana. Circa due terzi delle volumetrie dell'area Santa Chiara riguardano il recupero. Abbiamo quindi tenuto conto dell'effettiva esperienza dei vari gruppi nel riuso, nel restauro e nel recupero urbano». Ora sarà la commissione, in più riunioni a settembre, a scegliere il progetto migliore. Dopodiché, entro il 2007 sarà pronto il progetto preliminare di piano di recupero che sarà affidato a chi appunto vincerà il bando. Partirà quindi il dibattito in consiglio comunale, fino all'approvazione del progetto definitivo, previsto entro la primavera del 2008. «È il business più importante dei prossimi anni in Toscana - dice il sindaco, Paolo Fontanelli - pensato in accordo con Università, Azienda ospedaliera e Regione. Il concorso vuole individuare la migliore soluzione progettuale per inserire l'area, al confine con la piazza del Duomo che è patrimonio dell'Unesco, nel tessuto urbano, economico e sociale della città. È una zona delicata e a causa delle esigenze di carattere urbanistico e storico-architettonico di un sito monumentale come la piazza dei Miracoli, è necessario che la progettazione venga fatta da professionisti molto esperti. Ecco perché a inizio anno decidemmo di inviare il bando anche all'ufficio delle pubblicazioni ufficiali della Comunità europea. Posso dire che tutti i progetti che sono arrivati sono di grande spessore e meritevoli della massima considerazione». I dieci progetti selezionati sono: gruppo Metrogramma, Giorgio Grassi Associati, Oriol Bohigas (ha realizzato in 40 anni più di 500 progetti di architettura e urbanistica, tra cui la riqualificazione urbanistica di Barcellona), Cino Zucchi, Gian Piero Buffi (noto per la realizzazione degli edifici detti "Les Collines de la Défense" a Parigi), David Chipperfield (uno studio internazionale con sedi a Londra, Berlino, Milano e Shangai), Luigi Snozzi, Architetto Carlo Magnani, Allies and Morrison, Canali e associati srl. Quando la trasformazione sarà conclusa (ci vorranno da un minimo di 7 a un massimo di 10 anni), i turisti troveranno un percorso che non si può circoscrivere alla Torre: a due passi, ci saranno alberghi, ristoranti, musei, foresterie e intorno tutta la città, anche con i suoi tanti nuovi aspetti. Allora sarà probabilmente nato il "parco dei musei" ad ovest, che va dagli Arsenali medicei sui lungarni (destinati alle navi romane), al museo universitario delle macchine di calcolo (localizzato negli ex Macelli comunali), fino a saldarsi con il sistema museale dei lungarni con il Palazzo Reale, il museo di San Matteo, il palazzo Lanfranchi e il nuovo museo di palazzo Giuli. In più, nell'arco di una decina di anni, saranno recuperati e destinati ad alloggi, negozi e alberghi le caserme storiche che si trasferiranno a Ospedaletto: la Bechi Luserna sull'Aurelia, l'Artale in via Roma e la Curtatone e Montanara in San Martino.