Aldo, Giovanni e Giacomo interpretano due astronauti e un robot sul pianeta degli spettatori alieni -------------------------------------------------------------------------------- Dopo la lirica, la danza, il teatro classico, il tango, i concerti e i grandi recital arrivano al Paestum Festival le risate, le gag esilaranti del trio più amato dagli italiani. Questa sera larena dei templi presenta Aldo Giovanni Giacomo «Davvero? e quando?», ironizzano loro. «E a che ora?». Non deluderanno il pubblico, anzi. «Siamo pieni di energie dopo le vacanze», annunciano. «Ma quali templi? Magna Grecia? Noi stiamo andando a Sabaudia», insiste Aldo. Lo spettacolo è "Anplagghed", produzione record che nella stagione 2005-2006 ha registrato oltre trecentomila spettatori in tutta Italia, trasformata poi in film nella versione "Anplagghed al cinema". Questa sera chiuderà la decima edizione del Paestum Festival, la rassegna organizzata dallomonima Fondazione che, per la prima volta nella sua storia, valica i confini del teatro classico, della lirica e della musica, scegliendo uno spettacolo tutto da ridere. Completamente esaurita larena dellarea archeologica, sono attese tremila e cinquecento persone. Arrivati da ogni parte per vedere o rivedere i tre comici dal vivo. Paestum è lunica tappa in Campania. Ci saranno novità nel copione questa sera? «Sicuramente, visto che Giovanni è distratto e dimentica interi passaggi», avverte Aldo. Ma stiano tranquilli i fan più accaniti: Anplagghed sarà riproposto integralmente con la complicità dellattrice Silvana Fallisi e la regia del celebre trasformista Arturo Brachetti che collabora con il trio da tempo. Filo conduttore dello spettacolo è la vita in un quartiere di periferia di una grande metropoli, il quotidiano con i suoi piccoli e grandi problemi, raccontato da due insoliti astronauti e un robot secchione atterrati con la loro navicella spaziale Enterprise su un pianeta sconosciuto abitato da alieni: gli spettatori. I due astronauti avveniristici e un po cialtroni sono Aldo e Giovanni, il robottino è Giacomo. Le scenografie di Rinaldo Rinaldi, in parte dipinte e in parte proiettate, contribuiscono a creare latmosfera sospesa tra fantascienza e quotidianità sullo sfondo maestoso dei templi di notte. Lincipit della navicella in panne cede il passo a una galleria di situazioni paradossali, di piccoli quadri in cui si muovono - e spesso si agitano - personaggi improbabili e strampalati, espressione della realtà varia, spesso degradata e assurda delle grandi città odierne. Cè il critico darte isterico, il truffatore, il finto paraplegico, la povera vecchietta derubata, lappassionato di sport estremi, il teppista di strada, il vigile imbranato, i vicini di casa litigiosi. Il tutto narrato (ai testi hanno contribuito Valerio Bariletti, Cesare Alberto Gallarini e la Gialappas Band) con verve ed allegria con le musiche originali di Gino Marcelli, che spaziano dal rock alla tarantella, dallo ska alla big band hollywoodiana, fino allapoteosi finale che vede Aldo, il siciliano del gruppo, in un inglese maccheronico cantare My way di Frank Sinatra. «Torniamo volentieri in Campania - dice - il pubblico napoletano è meraviglioso, tra i più entusiasti e calorosi che abbiamo incontrato. Miiiiiii non vedo lora!»