«II gioco non vale la candela». È questo il grido d'allarme che giunge dal Consiglio di zona davanti al provvedimento che prevede di far pagare l'ingresso nei Musei Civici. Il consiglio si schiera compatto davanti a questa impopolare decisione promosse dalla giunta Albertini e voti all'unanimità la mozione urgente presentata dal consigliere dei Verdi, Alessandro De Marinis, contro questo provvedimento. «Il Consiglio di zona 1 - recita il documento presentato - di non assumersi l'onerosa responsabilità di privare de facto una parte consistente di milanesi della possibilità di accedere ai Musei Civici». «L'abbiamo votata tutti senza remore - afferma il consigliere dei verdi - compresi molti esponenti della maggioranza perché è una questione di principio: la cultura non si paga. Deve essere di tutti». Sembra invece che, con l'introduzione del balzello d'ingresso, la cultura diventi roba da pochi. I visitatori dei Musei Civici meneghini si ridurrebbero infatti di un buon 35 per cento: è questa la cifra stimata dai tecnici e dai dirigenti della direzione Cultura e musei. «Per qualche soldo in più - si interroga il consigliere dei Verdi - vale la pena perdere tanti visitatori?». Così, il ticket del museo diventa una sorta di selezione all'ingresso. Certo l'obolo da pagare non è granché - 3 euro per il Castello Sforzesco e per il Museo di Scienze Naturali, mentre per gli altri si studierà la tariffa adatta - ma, fatti due calcoli, si scopre così che i soldi che entrerebbero nelle casse di Palazzo Marino non sono certo briciole. Nel 2002 infatti sono stati quasi due milioni gli appassionati in visita. Significa 5 milioni di euro guadagnati. Secondo l'assessore Salvatore Carrubba, promotore dell'iniziativa, «il ticket rappresenta una cifra simbolica. In tempi di globalizzazione e concorrenza questi nuovi fondi serviranno a rendere più competitivi i musei della città». E anche su questo provvedimento il consiglio di zona 1 avanza dei dubbi. «Un altro aspetto del provvedimento che critichiamo - spiega De Marinis - è che gli introiti derivanti dal biglietto a pagamento non verranno destinati direttamente al museo che li ha raccolti, ma genericamente alla direzione Cultura del Comune». Con le "dispersioni" che ne derivano. Intanto, agli occhi di molti, il provvedimento suona un po' come un'aggressione al diritto alla cultura. «La gratuità dei Musei Civici - continua il consigliere dei Verdi - fa parte della cultura ambrosiana. Nella mozione ho citato anche un passo dell'Abate Stoppani sul diritto del popolo non istruito e poco abbiente ad accedere alla cultura». Addio dunque alle gite domenicali ai Musei. Per una famiglia di quattro persone diventerebbe un vero investimento. Dovranno ridimensionare le loro visite anche i milanesi appassionati di ittica o di scienze naturali, di storia del risorgimento o di archeologia. Una visita annuale basta, se non si vuole pesare troppo sul bilancio. Alla fine, ad essere danneggiati, non sono solo i cittadini assetati di cultura, ma anche tutta la zona 1, dove si trova la maggior parte dei musei milanesi. Il 35 per cento in meno di visitatori significa meno potenziali acquirenti nelle vie del centro. Qualche tempo fa si era parlato della crisi dei musei rispetto agli anni passati. Il ticket potrebbe essere il definitivo colpo di grazia.
Ticket d'ingresso nei musei, il quadrilatero si ribella
Il Consiglio di zona 1 di Milano ha votato all'unanimità una mozione contro il provvedimento che prevede di far pagare l'ingresso ai Musei Civici. Il provvedimento, promosso dalla giunta Albertini, prevede di introdurre un biglietto a pagamento per l'ingresso ai musei, con una tariffa stimata di 3 euro per il Castello Sforzesco e per il Museo di Scienze Naturali. Il consigliere dei Verdi, Alessandro De Marinis, ha criticato il provvedimento, affermando che la cultura non si paga e che il ticket diventerà una sorta di selezione all'ingresso.
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