Finisce in consiglio regionale labbattimento dellex dogana di Vallenoncello: il consigliere dei "Cittadini per il presidente", Piero Colussi, ha presentato una interrogazione con la quale auspica, anche, che i Comuni si avvalgano della collaborazione del Centro di catalogazione di Villa Manin, per tutelare i siti di interesse storico e perché «questi episodi non si ripetano». La notizia dellabbattimento dellex dogana di Vallenoncello (la cui costruzione risaliva al 600) era stata anticipata dal Messaggero Veneto il 22luglio scorso. Larea, infatti, ospiterà una palazzina di tre piani con allinterno nove appartamenti. Resta visibile solo la parte di testa inglobata nellosteria che affaccia su via Dogana e un muro decisamente antico. Ledificio seicentesco era lultimo ricordo del primo porto di Pordenone sul Noncello, a cui la città deve il nome. Nel documento Colussi ricorda che «il direttore dei Civici musei di Pordenone, Gilberto Ganzer, ha dichiarato che la demolizione è stata un errore, dicendosi meravigliato del fatto che il sito non fosse stato sottoposto a vincoli di tutela». Il valore storico dellimmobile ora abbattuto è accertato con sicurezza da innumerevoli fonti bibliografiche fra le quali "I Commentarii Urbani" di Giovan Battista Pomo, "Pordenone città portuale" e, soprattutto, dal recente lavoro di Flavio Crippa "Archeologia industriale a Pordenone: acque e fabbriche dal 15 al 20 secolo" e il sito andato definitivamente perso è espressamente citato come "dogana" sia nel Catasto del Regno Lombardo Veneto che nella "Carta di guerra" austriaca, entrambi atti giacenti allArchivio di Stato di Pordenone. Alla luce di quanto avvenuto e verificata lassenza di una mappatura dei Beni culturali a Pordenone, Colussi interroga lassessore regionale alla Cultura, Roberto Antonaz, per capire «se non ritenga di volere favorire, coinvolgendo la Sovrintendenza dei beni culturali, il Centro regionale di catalogazione e restauro di Villa Manin e i Comuni di volta in volta interessati, un inventario scientifico ed aggiornato del patrimonio culturale materiale del territorio regionale». Linterrogazione, ha spiegato Colussi, «nasce dalle molte sollecitazioni di pordenonesi che sono rimasti sbalorditi dallaccaduto», e tra questi, lex assessore della prima giunta Bolzonello, Enzo Marigliano. «Preso atto che la Regione non ha competenze dirette in materia, ho preso questa iniziativa nello spirito di cercare di evitare che in futuro si possano ripetere episodi analoghi». Nel piano regolatore, infatti, quellarea non era segnalata come sito di interesse storico. Serve quindi «una mappatura di tutti i siti di interesse storico e architettonico proprio perché o la Sovrintendenza o il Comune possano prima di rilasciare unautorizzazione avere uno strumento urbanistico in mano».