VERONA - Il Tosi decisionista sulla date rock in Arena non è piaciuto alla Sovrintendenza, ma il sindaco leghista non se ne cura più di tanto: «Fosse per me, queste strutture non dovrebbero neppure esistere». In pratica, linquilino di Palazzo Barbieri dà lo sfratto «amministrativo» allente governativo - la Sovrintendenza è un ufficio che dipende direttamente dal ministero dei Beni culturali - che ha manifestato le proprie perplessità sul superamento delle 14 date di musica rock nellanfiteatro romano della città. «Ribadisco che si tratta di una questione di principio - argomenta il sindaco -. Il Comune deve decidere per conto proprio sulle sue strutture. Per questo apprezzo latteggiamento positivo del Ministero (di Rutelli, ndr) sugli appuntamenti in Arena. Cè linteresse di tutti nellutilizzare maggiormente lArena, sia per il Comune, che per la Fondazione e anche per il Ministero, appunto per avere più introiti. «Se su questa questione la Sovrintendenza si sente scavalcata, beh, per me non dovrebbe neppure esistere». Secondo Tosi «gli uffici comunali possono benissimo garantire se lArena possa essere utilizzata o meno per un avvenimento, non vedo perché altri debbano dirmi cosa fare». Intanto sul fronte-Arena, in questo caso la Fondazione, la sinistra va allattacco dellattuale gestione del sovrintendente Orazi e chiede la nomina di una nuova dirigenza per lex ente lirico. «Come era prevedibile, il bilancio consuntivo del 2006 ha registrato un altro disastroso buco di 3 milioni e mezzo di euro. Ma lo scorso anno non eravamo in presenza di favolosi record di incassi tanto sbandierati alla città dal Sovrintendente Orazi?» si legge in una nota congiunta di Sinistra democratica, Rifondazione comunista e Pdci. «La verità è che il deficit complessivo della Fondazione ha superato abbondantemente i 10 milioni di euro e che per occultare almeno parzialmente la voragine - già si è intaccato il Fondo di dotazione e il patrimonio netto» scrivono i tre partiti di sinistra. Di qui la richiesta netta, ovvero «il cambio del Sovrintendente e della dirigenza che gli si è arroccata intorno».