IL RETROSCENA Il 23 marzo scrisse alla Mina srl. Poi il caso del campo da golf determinò la svolta -------------------------------------------------------------------------------- È stato il Comune a consentire, anzi a sollecitare, la presentazione del progetto per il residence di 1.700 metri quadri in zona Domizzola, poi bloccato dalla delibera salva-collina voluta dallassessore Virginio Merola. Dalla lettera datata 23 marzo 2006 che il settore urbanistica di Palazzo dAccursio invia a Massimo Minarelli, amministratore di Mina Real Estate srl e proprietario dell84 del terreno di oltre 60 mila metri quadrati che dal Parco Cavaioni scende fino al Reno, comincia la storia che si è conclusa qualche giorno fa con la sentenza del Tar. Una storia che allinizio non lasciava prevedere lesito di ricorsi e contro ricorsi nelle corti di giustizia. Nel rispondere a Minarelli, che aveva chiesto di poter presentare un "piano particolareggiato di iniziativa privata", cioè un progetto, il dirigente del Comune nel marzo del 2006 descrive il terreno. «Larea in questione - recita la lettera - è inclusa nel Programma Pluriennale di Attuazione (PPA) a seguito di specifica istanza della proprietà. A seguito di tale inclusione non fu tuttavia presentato il piano particolareggiato relativo». Anche se larea Domizzola era destinata a zona turistico-ricreativa, i proprietari fino ad allora non avevano presentato nessun progetto. Erano gli stessi giorni in cui lassessore Merola dichiarava ai giornali: «Il Prg del 1989 contiene una destinazione urbanistica che in zona di tutela permette di costruire alberghi, ostelli, palestre e piscine. Da più di 30 anni abbiamo tutta questa roba e nessun privato ha mai pensato di sfruttarla». Minarelli però ci aveva pensato, comprando terreni da privati diversi, aveva già in mente un progetto, che chiedeva di poter presentare allamministrazione. Il Comune risponde che, visto che la norma prevede una "limitata consistenza della superficie utile ammissibile" e una "limitata consistenza degli standard correlati, in ragione degli usi previsti", il progetto può essere presentato. In termini burocratici, "si ritiene possibile la presentazione dello strumento normativo in questione". Il progetto di un residence di 1.700 metri quadrati, che comprende 5 edifici di due piani con 8 alloggi ciascuno, arriva a Palazzo dAccursio il 18 giugno 2006. Ma laria è cambiata. Alla fine di maggio infatti, intellettuali, ambientalisti ed ex amministratori avevano bocciato lidea del campo da golf in via Siepelunga. La questione è politica, il no al campo da golf viene sposato anche da Rifondazione Comunista, Verdi, Il Cantiere. La variante con cui si autorizza la realizzazione di un campo scuola da golf spacca la maggioranza, la delibera viene approvata in consiglio con i soli voti di Ds e Margherita e lastensione benevola de La Tua Bologna (il progetto risaliva alla giunta Guazzaloca). Lamministrazione, a quel punto, sceglie di rendere esplicito che la tutela della collina è una priorità, e Merola dichiara «non sanno quello che stiamo facendo per la salvaguardia della collina». Il 17 luglio il Consiglio Comunale adotta la variante grafica e normativa per tutelare la collina, come "salvaguardia urbanistica". Una delibera che blocca tutto, e che cambia con un tratto di penna la destinazione duso del terreno di Minarelli. La sinistra radicale oggi definisce quel provvedimento "una pezza" messa per ricompattare la maggioranza. E il Tar, con la definizione "illegittima in quanto intempestiva", bolla la delibera dal punto di vista tecnico. Adesso, per scrivere la parola fine, bisognerà aspettare il parere del Consiglio di Stato.