Il Comune di Santa Maria a Monte si propone di investire circa 761.000 euro per il recupero dell'area archeologica della Rocca nel centro storico. Il proposito non è nuovo, sono vent'anni che se ne parla, e non vi è dubbio che fra le funzioni dell'ente locale vi sia anche il settore culturale. Se non vado errato, l'Unione europea ha finanziato l'iniziativa con l'irrisorio contributo di 5.000 euro, il resto è tutta farina del nostro sacco, anzi della saccoccia del contribuente. L'ammontare delle risorse è di tutto rispetto, specie se confrontata con i pochi spiccioli che sono stati spesi in altri tipi di opere pubbliche, immediatamente fruibili dai cittadini. Non metto in dubbio il valore storico del sito, confesso di non essere in grado, ma mi domando perché l'onere del recupero di un parco archeologico che dovrebbe essere patrimonio culturale di tutta la nostra bella Italia debba cadere solo sulle spalle dei residenti. Il ministero dei beni culturali che ci sta a fare? Non dimentichiamo che l'opera, ammesso che questa volta sia realizzata davvero, comporterà in futuro costi non indifferenti, anche per la gestione, altrimenti in poco tempo le erbacce prenderanno di nuovo il sopravvento. Mi viene il dubbio che lo scopo sia non solo culturale, ma anche politico: quello di pubblicizzare la realizzazione di un'opera pubblica di rilievo. Alessandro Tantussi consigliere comunale della Casa delle libertà