Il proprietario combatte da anni a colpi di carte bollate. Il caso è ora all'esame del Consiglio di Stato. La costruzione incompleta doveva diventare un albergo, ma non è detta l'ultima parola BRINDISI - C'era una volta a Villanova di Ostuni, e c'è ancora, un ecomostro. Uno dei tanti al mondo. Questo aveva un simile - ma di genitori diversi - a Santa Sabina di Carovigno, qualche chilometro più a Sud, costruito addirittura sulla foce di una lama (i canyon scavati da antichi corsi d'acqua). Che poi è stato addirittura trasformato in bed breackfast, perché esisteva già prima della legge che impedisce di costruire entro i 300 metri dalla battigia (e da quelle parti, con questa storia, ti ritrovi ville nuove di pacca a 20 metri dall'acqua). Ma a Villanova niente lieto fine (per il proprietario, ovviamente). C'è solo e sempre uno scheletro di cemento a due passi dal mare. E, attorno, una guerra di carte bollate ed esposti. L'ecomostro non vuole morire: anche lui doveva diventare un albergo sulla spiaggia. Potrebbe diventare un tormentone ricorrente delle estati ostunesi, ma a fare i conti con quei pilastri grigi c'è solo il Comune, perché il proprietario, Pietro Marzio, non è un tipo dai trascorsi accomodanti. Ma cosa c'entra: la legge è uguale per tutti. E Pietro Marzio ha prodotto note ed esposti a raffica, tra una richiesta di condono e l'altra, sostenendo di essere solo un cittadino discriminato, in una realtà dove si tollererebbe ben altro. Non è naturalmente di questo avviso l'amministrazione comunale della Città Bianca, che ha altri grattacapi piuttosto che l'hobby di fare le bucce a Marzio. Le sentenze e gli esiti dei procedimenti amministrativi parlano chiaro: il caso è attualmente all'esame del Consiglio di Stato; tuttavia ci sono un'ordinanza di demolizione e il diniego di condono. L'ecomostro, aspirante albergo, attende il suo destino. E' sorto anni fa in un punto della spiaggia tra il vecchio porto di Villanova e Camerini. Quel luogo si chiamava Bagno del Cavallo. Intorno ci sono alcune antiche case coloniche. Il mare si vede attraverso la «grata» formata dallo scheletro in cemento. Il sindaco, Domenico Tanzarella, aspetta la decisione dei giudici amministrativi, e intanto si dedica ad altri progetti per Villanova, come quello che trasformerà il porticciolo attuale in approdo turistico da 400 barche al servizio dell'entroterra della Valle d'Itria e della zona ai piedi della collina, e non della sola Ostuni. 1600 mila euro necessari per i dragaggi preliminari arrivano infatti, per decisione dei 20 Comuni interessati, dal Piano integrato settoriale (Pis) «Barocco». Ma amministrare e risolvere tutte le grane sparse lungo una costa come quella di Ostuni, è tutt'altro che semplice. La repubblica indipendente di Rosa Marina è scossa dall'indagine della guardia di finanza sugli affitti in nero ed è percorsa da guardinghi reporter a caccia dell'onorevole Mimmo Mele (storia-cult dell'estate, pare). A Costa Merlata, sparita la nave turca finita nel febbraio 2006 sulla scogliera, scoppia il caso Ecosport, il villaggio abusivo che - ha stabilito la Cassazione - dovrà essere raso al suolo, lasciando senza appoggio al mare 223 famiglie baresi. E si spera che non piova forte come nel settembre scorso, perché costruendo le complanari della superstrada Brindisi-Bari furono alterati i sistemi di drenaggio, in maniera tale che l'acqua immancabilmente allaga il villaggio del Pilone. I progetti di sistemazione sono in corso. Ostuni vuole difendere la Bandiera Blu a tutti i costi. L'ecomostro di Villanova è fuori da queste ambizioni. IL COMUNE L'amministrazione attende la decisione dei giudici amministrativi prima di agire IL LUOGO Sorto anni fa in un punto della spiaggia tra il vecchio porto di Villanova e Camerini