Amalfi. L'abuso più subdolo è quello fra le mura di casa. Perchè è invisibile. Da terra, da mare, da cielo. È meno che un'ombra. Che inganna, imbroglia, gioca a nascondino. «Un mese fa abbiamo sequestrato un immobile di 180 metri quadri. Valore: un milione di euro. I proprietari avevano ottenuto il sì alla ristrutturazione, ma solo per 36 metri quadri. Tutto il resto, era puro arbitrio»: il capitano Enrico Calandro comanda la compagnìa dei carabinieri di Amalfi. Fra un blitz e l'altro, qui sulla costa dei pirati, racconta di operai che scendono ai cantieri di notte a dorso di asinello, di cantieri in cui si lavora di sabato e di domenica, da mezzanotte all'alba, di manovali che alla vista delle forze dell'ordine se li mastica il buio e li ritrovi voilà al primo sole fra i vigneti, impupazzati da contadini, a far finta di vendemmiare. Formichine aumm aumm. Termiti devastanti. Maghi nell'uso delle cariche esplosive. E dei martelli pneumatici, con cui squarciano la roccia calcarea per rubacchiare spazi alla natura. Ma quale analisi del suolo. Ma quale progetto. E ben conoscono le vie di fuga, fra limoneti e terrazze, camaleonti di mezza costa dalla pelle color montagna. Godono di complicità. Di silenzi. Di protezione. «Eppure - spiega il capitano - trattasi di piccole ditte locali, di poveracci senza pretese però abilissimi a tirar su quattro mura in fretta e furia. Meglio se dotate di palestra, piscina e solarium sugli scogli». «Sì, ma la verità è che qui siamo imbalsamati - contesta Antonio De Luca, sindaco di Amalfi - ai miei concittadini è vietato dotarsi perfino dell'ascensore che conduce al cimitero. Per poter riparare un pavimento, debbono aspettare 70 giorni. Se c'è infiltrazione, ci si allaga». De Luca è come un fiume in piena. E denuncia: «Sono il proprietario dell'hotel dei Cappuccini: per ottenere il sì al restauro conservativo ho impiegato dieci anni. Tempi da incubo, è normale che si diventi abusivi. Mi vietano di costruire le strade interpoderali, costringendo gente anziana a non poter uscire di casa. Dicono no pure ai parcheggi in roccia. Però il ministro Pecoraro Scanio in costiera viene in elicottero. Croazia, Grecia, Spagna: lì vigono legislazioni meno ossessive. Spiegatemi: perchè - se affitto una villa ad Amalfi - non può essere dotata di piscina? Quale sarebbe il reato? Con simili vincoli, non sarebbe stato possibile costruire nemmeno il Duomo». C'è chi ha calcolato che un'opera pubblica in costiera ha bisogno di sedici autorizzazioni per poter partire. Troppe. E magari mancano quelle più efficaci. A non mancare invece sono le contraddizioni. Il sindaco De Luca racconta che ad Amalfi per i parcheggi in roccia c'è il no della Regione Campania e il sì della Sovrintendenza. Per la strada alternativa al centro storico, invece, c'è il sì della Regione e il no della Sovrintendenza. «Io mi sento crocefisso - confessa Domenico Marrone, che il sindaco lo fa a Positano - ho impiegato quattro anni per completare l'ultimo abbattimento, svuotando le casse comunali. Alcune procure sequestrano i servizi igienici delle case illegali rendendole inabitabili: perchè qui ciò non accade? D'inverno, quando gli abusivi impazzano, posso contare su cinque vigili. Spesso, con i riposi, in servizio ce ne sta uno solo». Vincoli eccessivi? «Sì - ammette Marrone - ma grazie ai piani particolareggiati farò presto in modo che sia meno difficile effettuare i piccoli ampliamenti. Lo sa che nel mio paese ci sono cooperative edilizie che aspettano il via libera da trent'anni?». «Il vero nodo - spiega Alfonso Giannella, sindaco di Vietri - per me è nei piani regolatori. Quando esistono, sono troppo vecchi. Il nostro conta dieci anni, va aggiornato». Nove chilometri quadrati, sette grandi frazioni, novemila abitanti: a Vietri operano undici vigili urbani, e pazienza se d'estate la popolazione cresce di tre volte. È a Vietri che nacque l'hotel Fuenti, è qui che fu abbattuto. Sindaco, a quando la riqualificazione dell'area? «Spero al più presto. Quella montagna ferita suscita angoscia e rabbia». «Io ce l'ho con i condoni: rappresentano una vera e propria istigazione a delinquere - sbotta Raffaele Ferraiuolo, ex sindaco di Furore e presidente della Comunità montana - basta col perdonismo, dunque. Dateci più tecnici e ben preparati. A Furore, 900 abitanti in collina, siamo finalmente riusciti a frenare l'esodo verso le Americhe, la Germania, l'Inghilterra. Grazie al turismo, che finalmente decolla. Attenti, vi dico: il non fare nulla, in una zona rurale, può generare più abbandono e disastri di chi commette abusi. Sarebbe utile un ente intermedio, capace di fare da cerniera tra Regione e Comuni: ma che fatica farsi ascoltare». «A me - confessa Gennaro Amendola, il sindaco di Praiano - preoccupa il fenomeno delle case-vacanza: proliferano clandestine, sfuggendo ai controlli urbanistici, fiscali e sociali. Perciò non esistono più case da destinare alle giovani coppie. E non parliamo delle ville in affitto: si va dai 4mila euro a settimana fino a cifre inimmaginabili». «No, non mi va affatto - dice il sindaco di Ravello, Paolo Imperato - che se la prendano tutti con noi primi cittadini. Rivisitiamo le norme, acceleriamo le procedure. Ma per favore, distinguiamo i diversi gradi di abuso. Altrimenti, sparando nel mucchio, restiamo tutti in balìa del caos». (4. Fine. Le precedenti puntate sono state pubblicate il 21, 22 e 23 agosto)
Da rudere a villa in una notte. De Luca primo cittadino di Amalfi: oggi pure il Duomo sarebbe fuorilegge
In Amalfi, la lotta contro gli abusi edilieri è un problema persistente. I carabinieri hanno sequestrato un immobile di 180 metri quadri, valutato a un milione di euro, per aver violato le norme di restauro conservativo. I proprietari avevano ottenuto il permesso per 36 metri quadri, mentre il resto era stato arbitrariamente assegnato. Il capitano Enrico Calandro spiega che gli abusivi sono abili a nascondere le loro attività e che spesso hanno complicità con le autorità locali.
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