VERDE CEMENTO Il Tar dell'Emilia-Romagna boccia la Variante in difesa della collina voluta dalla giunta Cofferati. Sarà dunque possibile realizzare il grande residence sui colli (in zona Domizzola) bloccato finora con un provvedimento ad hoc dall'amministrazione comunale. Ma palazzo d'Accursio non si dà per vinto e annuncia il ricorso al Consiglio di Stato. La sentenza di merito della secondasezione del Tar regionale è stata depositata lo scorso 25 luglio. Nel testo con cui è stato accolto il ricorso della società Mina real estate srl - proprietaria «per il 95» dei terreni collinari destinati dal Piano regolatore generale (Prg) del 1985 a insediamenti turistico-creativi - si legge che la delibera di salvaguardia del Comune di Bologna è «illegittima in quanto intempestiva». L'amministrazione, cioè, «pretende di adottare una misura di salvaguardia in una fase antecedente all'adozione di primo livello di pianificazione costituito dal Piano strutturale comunale, in corso di elaborazione - scrivono i giudici - laddove la normativa regionale non lo consentirebbe neppure se ilPsc fosse adottato». In soldoni, la giunta di Bologna - questa l'opinione del Tar - ha messolemaniavantitroppo presto, emanando il provvedimento primadell'adozione dei nuovi strumenti pianificatori, cioè Psc, Regolamento urbanistico edilizio (Rue) e Piano operativo comunale (Poc). Il progetto in zona Domizzola, presentato il 18 giugno del 2006, è stato bloccato dall'amministrazionenel dicembre dello scorso anno, alla luce proprio della maxi-variante collinare. Lo stop, voluto dall'assessore all'Urbanistica, Virginio Merola, ha messo fine a una serie di polemiche interne alla coalizione. E, finora, era riuscita a bloccare 27mila metri quadrati di cementificazione. Tra cui spiccava la realizzazione di un residence composto da cinque edifici da otto alloggi ciascuno e di una struttura da due alloggi, per un totale di 1.700 metri quadri di superficie utile, a cui se ne aggiungevano quasi 300 di un edificio già esistente. In primo grado, sempre al Tar, l'azienda costruttrice ebbe avuto ragione. Ma poi il Consiglio di Stato si allineò con l'amministrazione. Ora, invece, le ruspe potranno partire. A meno che un ulteriore ricorso ribalti la situazione. «Valuteremo con l'ufficio legale del Comune le vie per fare ricorso alla sentenza - annuncia Merola . - Non riteniamo che il nuovo documento debba annullare la vecchia valutazione, verificheremo i casi singoli di chi ha fatto domanda prima del Piano. Restiamo convinti della nostra posizione». Sulla stessa linea la collega all'Ambiente, Anna Patullo: «La collina è il polmone verde della città. lo spirito della Variante che abbiamo approvato è nell'interesse dei cittadini e non per colpire qualcuno o svantaggiare altri. Se ne avremo la possibilità, ricorreremo al Consiglio di Stato». Canta vittoria, al contrario, il capogruppo di Forza Italia a palazzo D'Accursio, Daniele Carella: «La bocciatura del Tar sottolinea che in Comune si va avanti con presunzione e cialtroneria». Meno scontata forse la critica di Paolo Natali (Margherita, presidente della Commissione Territorio: «Nella sostanza credo che l'atto fosse giusto, purtroppo le motivazioni di carattere tecnico e la stesura non sono state felici. La tutela andava motivata dal punto di vista tecnico non come salvaguardia, ma con una Variante urbanistica».