-------------------------------------------------------------------------------- Il rimboschimento in Campania, per gli incendi del 2006, valse un giro daffari pari a due milioni di euro. Tra le possibili cause di incendi cè chi punta il dito anche su questo e gli ambientalisti condividono lipotesi. Agli inizi di agosto, lemergenza per il 2007 ha già segnato il doppio del bilancio dello scorso anno: lo sostiene, in una nota, il presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo. «Basta pensare - aggiunge il presidente regionale di Legambiente - che il rimboschimento costa 2000 euro allettaro. Lo scorso anno il giro economico collegato a questi interventi ammontò a qualcosa come due milioni di euro. Nel 2007, secondo dati aggiornati al 13 agosto, il numero degli incendi in Campania è stato pari a 853, quasi il doppio di quelli verificatisi nellintero 2006». Ribadendo che solo il 36 per cento dei Comuni della Campania ha provveduto a realizzare un catasto delle aree percorse dal fuoco, Buonomo aggiunge: «Come nel caso del Cilento, dietro alle fiamme cè il dolo: gli incendi vengono appiccati perché cè un evidente e chiaro ritorno economico». «Se i Comuni avessero - si legge anche nella nota - la mappa delle aree bruciate dove non si può, per legge, fare nulla per dieci anni, seminare o costruire che sia, verrebbe a cadere linteresse economico di ridurre in cenere i boschi». «Dalla mancata applicazione della legge - continua Buonomo - nasce la possibilità di guadagno. Come con labusivismo edilizio, lallargamento delle zone di pascolo e agricoltura, il bracconaggio, il rimboschimento e la creazione di posti di lavoro per gli stagionali della forestale». «Con il catasto delle aree bruciate - conclude Buonomo - si può applicare il divieto di modificarne la destinazione duso per 15 anni e di costruire edifici, esercitare la caccia o la pastorizia, per 10 anni. Cosa aspettano gli enti ad applicare la legge?».