A rappresentare ieri il govemo all'apertura della Fiera del libro di Francoforte c 'era Adolfo Urso, viceministro per le Attività produttive con delega per l'Estero, affiancato da Alain Elkann, consulente del ministro della Cultura, Giuliano Urbani, che si trovava a Bruxelles. Urso, dopo il tradizionale giro nel padiglione dell'editoria italiana (dove Marsilio espone il suo Euroglobal. Libertà, identità, integrazione) ha partecipato alla conferenza stampa organizzata dall'Associazione italiana editori, che ogni anno da un quadro sulla salute della nostra editoria. Nel 2002, con 3.350 milioni di euro complessivi, il nostro mercato librario ha registrato un aumento 1,1 per cento, ben lontano dai valori degli anni Novanta. Nel primo semestre del 2003, l'Italia ha visto un aumento dei libri venduti rispetto allo stesso periodo del 2002 valutabile tra lo 0,4 e lo 0,5 per cento. Ben poca cosa, come ha detto Federico Motta, presidente dell'Aie: «Si vendono un po' più libri e il tasso di lettura è leggermente aumentato ma i ricavi totali, diminuiscono. E' un ulteriore segnale di quanto sia necessario accelerare il varo della tanto sospirata legge per il libro». E proprio la legge per il libro, con l'intervento di Alain Elkann ha spostato l'interesse in sala dall'accordo per lo sviluppo del settore librario che Urso era venuto ad annunciare. Come uno squarcio di sole tra le nubi, Elkann ha assicurato che quella legge è pronta. «Non si tratta della costosissima legge ideale, che pure continua il suo corso ha detto il consulente di Urbani ma di un provvedimento snello, realistico e realizzabile che affronta i temi più urgenti. Un provvedimento che farà piacere ai librai, agli autori e agli editori». Domande in sala e inseguimenti fuori. Tutti volevano sapere da Elkann quando il provvedimento sarà varato: «Ci siamo, il testo è pronto e Urbani si sta adoperando per farlo passare». Il direttore generale della Mondatori, Gian Arturo Ferrari che, con altri editori, ha partecipato alla stesura, ha aggiunto: «E' una legge fatta non con molti soldi ma non senza soldi». L'ostacolo, secondo le indiscrezioni, riguarderebbe proprio quei «non molti soldi previsti». Insomma, mancano «solo» i fondi. L'accordo siglato dal ministero delle Attività produttive con l'Aie e l'Istituto del commercio estero è invece già in corso. Come ha osservato Urso, sui 3.550 milioni di euro, gli introiti derivati dall'esportazione di libri sono stati circa il 5 per cento, 180 milioni. E' un bilancio stabile da anni, ha osservato Federico Motta: «Rispetto alla crescita internazionale del commercio librario, ciò indica che la nostra editoria sta perdendo la propria quota sul mercato mondiale». Anche perché, ha aggiunto Urso, se un titolo su quattro pubblicato in Italia è una traduzione, ciò significa che importiamo molti più diritti di quanti ne vendiamo. L'obiettivo dell'accordo è, naturalmente, un aumento della diffusione dei nostri testi e richiede, tra l'altro, agevolazioni per la traduzione degli autori italiani all' estero. Si lavorerà anche a un aumento delle «co-edizioni» che ora sono 330 fanno, ma questa cifra si deve soprattutto ai grandi gruppi che hanno consociate straniere: De Agostini, Mondadori e Rizzoli. Per i piccoli e medi editori il problema finora restava aperto. Un altro punto sottolineato da Urso è l'indagine sui nuovi mercati che potrebbero aprirsi all'Italia. Ora il 90 per cento delle nostre esportazioni interessa la Ue e gli Usa, ma va posta attenzione sui Paesi dell'Est che stanno per aderire all'Unione europea oltre che ai mercati asiatici e, in particolare quello cinese, potenzialmente enorme. Nel frattempo Ici ha già realizzato un silo Internet che mette in mostra 2.800 titoli dì 300 case editrici italiane per offrire agli operatori stranieri una conoscenza della produzione e la possibilità di entrare in contatto con gli italiani per la compravendita dei diritti. Questi i fatti, nella speranza generale di poter udire al più presto dal ministro Urbani che l'annuncio di Elkann a Francoforte è finalmente diventato realtà.
Librai, editori, autori: la legge è pronta
Ieri, Francoforte, Adolfo Urso, viceministro per le Attività produttive con delega per l'Estero, ha partecipato all'apertura della Fiera del libro. Ha partecipato alla conferenza stampa organizzata dall'Associazione italiana editori, che ogni anno valuta la salute della nostra editoria. Nel 2002, il mercato librario italiano ha registrato un aumento del 1,1 per cento. Nel primo semestre del 2003, l'Italia ha visto un aumento dei libri venduti del 0,4-0,5 per cento. Federico Motta, presidente dell'Aie, ha detto che i ricavi totali diminuiscono. Ha sottolineato l'importanza di accelerare il varo della legge per il libro.
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