«E' il progetto meno impattante che si potesse lincenziare, ma se si può ridurre ancora la Regione è disposta ad ascoltare le proposte di tutti. Riparliamone». Claudio Burlando non chiude le porte ai sammargheritesi che lottano contro il restyling che costruirebbe all'imboccatura del porto, classificato come rifugio e non come turistico e base di una numerosa flottiglia di pescherecci (se ne contano ancora una quindicina), un "muro" di quasi due metri, chiudendo la vista alla città e privando Santa dei panorami da cartolina cui turisti e residenti sono abituati. «A me i tecnici della Regione hanno detto che i 180 centimetri di altezza del molo di sottoflutto sono il minimo per garantire la sicurezza dello scalo, io non sono un tecnico e mi devo fidare di chi lavora negli uffici della Regione. Se, al contrario, ci possono essere soluzioni differenti, sono disposto a prenderle in esame». Del restyling dell'approdo di Santa Margherita, la Regione Liguria si è interessata dopo la lettera scritta al presidente della Regione Claudio Burlando dalla presidentessa del Fai, Giulia Maria Mozzoni Crespi. Presa di posizione che si trascinò dietro anche quella del Soprintendente ai beni architettonici, Giorgio Rossini. Considerarono il nuovo porto «impattante» dal punto di vista ambientale e il progetto, nel settembre del 2006, fu rinviato alla Conferenza dei servizi deliberante. Alla fine di luglio 2007, la giunta regionale ha approvato infine il progetto rivisto e corretto. Lasciando, però, il casus belli, ovvero il molo di sottoflutto che, secondo il Comitato tecnico regionale, è assolutamente indispensabile per la sicurezza interna del porto. «In quel progetto non c'è alcuna speculazione, non ci sono parcheggi, non ci sono alberghi o edilizia residenziale - prosegue Burlando -. La Regione non può certo tralasciare l'aspetto della sicurezza ed è un problema, questo, che a Santa Margherita si trascina da tempo».