Il sindaco: va bene così I problemi, dicono a Santa Margherita Ligure, arrivano quando soffiano libeccio e scirocco. E allora che il mare se ne frega delle esigenze dei diportisti, dei pontilisti, dei pescatori. "Entra" nel porto a grandi ondate e strappa le barche dai suoi ormeggi. È per la sicurezza del porto che, da vent'anni, si susseguono progetti su progetti. L'ultimo, quello che ha fatto infuriare gli ambientalisti e "Tuteliamo Santa", ha due versioni. Una "alta", l'altra "bassa". La prima prevede l'allungamento della diga foranea di 80 metri, il molo di sottoflutto alto due metri e lungo 170 metri, e pontili in cemento; nella seconda, fatto salvo il prolungamento della diga foranea, il molo di sotto-flutto è stato abbassato di 20 centimetri e spogliato della banchina. «Un progetto non più impattante», secondo la Regione e il Comune di Santa Margherita Ligure, che entro due mesi lo porterà in consiglio comunale. «Una presa in giro di pessimo gusto», secondo Francesco Maria Ortona, avvocato e portavoce di "Tuteliamo Santa", associazione trasversale a idee e partiti, nata per difendere il porto dal cemento. «Se non c'era Celentano ad alzare il velo sulla cementificazione della Liguria, eravamo davvero mal presi - attacca Ortona E' dal 1987 che si parla di mettere in sicurezza il porto. E su questo noi siamo d'accordo, niente da dire. Nel 1987 il Danish Hydraulic Institute aveva detto con un suo studio che per rendere sicuro il porto sarebbe bastato allungare di 40 metri la diga foranea e aggiungere 20 metri di scogli a pelo d'acqua. Ci piacerebbe sapere perché, ora, ci vogliono 80 metri di diga foranea in più, e questi passino per la sicurezza, e un molo di sottoflutto che, in pratica, diventa un muro di due metri che toglie alla città e alle spiagge la visuale del porto». Non di un porto qualunque, ma di un "unicum", considerato dalla stessa Regione Liguria una rarità. «Non sono parole mie, ma del direttore generale all'Urbanistica della Regione, che ha definito Santa Margherita, Sestri Levante, Lerici e le Grazie rarità in Liguria - prosegue Ortona - E allora perché permettere lo stravolgimento del suo porto che i turisti amano proprio perché ricorda una cartolina ottocentesca?» L'altro mistero di questo nuovo porto sono i posti barca: in quello vecchio sono 650, in quello nuovo saranno 588. «Dicono che potranno ormeggiare le barche di grandi dimensioni, ma anche questa è una bugia. Nel nuovo progetto, contro ogni tendenza attuale che punta alla costruzione di grandi imbarcazioni, ci saranno soprattutto posti per le barche da 8 a 12 metri, mentre ci starà un solo yacht da 60 metri». Il porto «finto Gardaland» è solo uno degli obiettivi di Tuteliamo Santa. «Viviamo in una bella cartolina che a questa giunta comunale non interessa. In un mese, a giugno, ha approvato la costruzione di 4 ville nuove e per il nuovo depuratore ha realizzato una barriera di scogli più ampia di 15 metri» Le voci a Santa Margherita circolano portate dal vento. Si dice, ad esempio, che a puntare i piedi per il restyling del porto siano soprattutto i pontilisti privati, nove aziende che per stare sul mercato della nautica hanno bisogno di mare calmo. «Io personalmente desidero che il porto sia sicuro. Non si può fare questo lavoro se d'inverno, su 650 barche, in porto ne restano solo 160. Sa le altre dove vanno? In rimessaggio a Carasco, a 23 chilometri da Santa. E questo incide il doppio sui costi». Leo Genovesi i suoi 70 anni li ha quasi interamente trascorsi nel porto di Santa Margherita, sui pontili o in acqua ad attaccare agli scogli le catene degli ormeggi. La fortuna della sua azienda, il centro nautico ligure che fornisce servizi e approdo alle 85 imbarcazioni del suo pontile, è stata letteralmente costruita sull'acqua. «L'allungamento della diga foranea è una necessità, non è un capriccio. Però, noi pontilisti, non vogliamo certamente rovinare l'ambiente: abbiamo sempre detto che invece del molo di sottoflutto sarebbe bastata una fila di scogli a pelo d'acqua, giusto per rompere le onde». Sul progetto del restyling del porto, dal prolungamento della diga di sopra-flutto al molo di sottoflutto, il sindaco Claudio Marsano (eletto con il 57 dei voti e a capo della lista civica Al centro la città) marcia senza indecisioni. «Certo, Santa Margherita ha bisogno dell'economia di questo porto. Io ai tecnici ho chiesto un progetto che mettesse in sicurezza l'approdo e loro mi hanno presentato questo che, peraltro, è stato approvato dalla commissione di Valutazione di impatto ambientale della Regione. Dico talebani, non gente comune. Poi la giunta regionale ha cambiato idea e il progetto è stato rivisto riducendone l'impatto. Detto ciò entro un paio di mesi, dopo aver recepito le osservazioni, io lo porto in consiglio comunale». E la presa in giro del molo di sottoflutto abbassato di soli 20 centimetri? «Quel molo è diventato quattro scogli alti un metro e mezzo. La gente parla, ma non sa. La Regione ha varato un progetto complessivo, ma ci ha anche detto che per ogni step successivo, per il molo dei vaporetti, per il molo di sottoflutto e per il riordino dei pontili, ci vorrà un progetto particolare». Il progetto del porto che la Regione ha modificato prevedeva il molo di sottoflutto alto due metri, con riempimenti in cemento e pontili fissi. Il progetto approvato dalla Regione a luglio invece prevede il molo di sottoflutto alto 180 centimetri, senza banchine e con pontili mobili