Trecase. Una superficie di circa trentamila metri quadrati è stata posta sotto sequestro dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato. A detta degli investigatori, coordinati dal vicequestore aggiunto Ciro Lungo, il proprietario avrebbe realizzato uno sbancamento non autorizzato, spianando l'area e ricoprendo quasi interamente la vegetazione preesistente. Alcuni arbusti sarebbero stati sradicati ed abbandonati sul posto. Un operazione, quest'ultima, che, in presenza dei nulla osta previsti dalla legislazione vigente, è pienamente lecita, ma che, in mancanza, costituisce una infrazione sanzionata dal codice penale. Di qui la denuncia a piede libero del proprietario alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e i sigilli. Il tutto è accaduto in località «Pisacane» a Trecase, all'interno del perimetro del Parco Nazionale del Vesuvio. La scoperta si deve al personale del presidio di Boscoreale, affidato al sovrintendente Fernando Lamberti. Impegnati in una perlustrazione finalizzata a prevenire gli incendi boschivi gli uomini e le donne del presidio di via Armando Diaz hanno notato la presenza di alcuni automezzi nella fitta boscaglia che ricopre le pendici del vulcano e li hanno seguiti. In un primo momento erano convinti si trattasse di operai dell'ente di tutela impegnati nella riqualificazione della zona. Successivamente gli agenti hanno accertato quale era la loro reale missione. La presenza di un vicino cantiere gestito dall'area protetta ha, dunque, agevolato gli spostamenti dei camion, fino a quando non è scattato il blitz. Una dettagliata relazione di servizio, corredata dai rilievi fotografici, è stata trasmessa all'autorità giudiziaria per il seguito di competenza. ca.al.