La presentazione pubblica si è tenuta il 6 marzo scorso con la solennità delle occasioni storiche. Da allora la «Commissione tecnico-scientifica per lo studio e la valorizzazione del complesso archeologico dell'anfiteatro di Catania» non si è più riunita e non ha fatto nulla sebbene il tempo assegnatole per assolvere al proprio compito istituzionale scada il 30 settembre. E la cosa non sorprende. Pochi giorni dopo la sfarzosa cerimonia tenuta al foyer del teatro Sangiorgi, infatti, la sovrintendente Maria Grazia Branciforti, che aveva voluto la commissione - o meglio che le ha dato un respiro scientifico internazionale - è stata rimossa dall'incarico. Una notizia appresa con sgomento dagli illustri componenti della commissione che avevano accettato l'incarico, a titolo gratuito, per amicizia e stima nei suoi riguardi e in quelli del dottor Umberto Spigo. Poi è cominciato il balletto dei ricorsi, quello della Branciforti verso il nuovo sovrintendente e quello del dottor Spigo verso la Branciforti che, retrocessa dall'incarico, è stata nominata direttore della sezione archeologica, ruolo prima ricoperto da Spigo, a sua volta retrocesso a dirigente di unità operativa. Ricorsi - intrapresi in difesa dei ruoli, non contro le persone - finora non definiti. Dato questo stato di cose la commissione, di fatto, è morta sul nascere sebbene la Regione l'avesse ritenuta fondamentale per chiarire se e come si potesse intervenire nell'ottica di valorizzare il monumento e il contesto in cui s'inserisce. Cinque mesi dopo l'assessore regionale ai Beni culturali Lino Leanza non può che riconoscere che «il passaggio delle consegne ha creato problemi», ma non per questo si dà per vinto. «Sono in vacanza, ma nel bloc notes dei miei impegni per il rientro, a settembre, il primo è proprio quello di riconvocare la commissione». Commissione che, dunque, dovrebbe fare in un mese quello che era stato previsto in sei. Questo qualora i luminari coinvolti abbiano ancora motivazioni sufficienti per parteciparvi. Circostanza sulla quale l'assessore conta anche perché, dice, «la dottoressa Branciforti è tutt'ora la responsabile del progetto. Se ci fosse bisogno di una proroga sono pronto a darla, ma per uno o al massimo due mesi, perché entro novembre bisogna stabilire quali progetti vanno inseriti nel Por 2007 - 2013 per concorrere ai finanziamenti comunitari. Per questo è fondamentale che gli esperti ci dicano, entro questa scadenza, se e cosa è possibile fare per rendere fruibile l'anfiteatro. Bisogna fare adesso o rinunciarvi». Leanza si dice ottimista. «In questi mesi tante caselle sono andate a posto e il mosaico si comincia a comporre come si deve. L'acquisto della Manifattura Tabacchi, sollecitatomi dalla dottoressa Branciforti e reso possibile dalla disponibilità di Cuffaro a stanziare oltre 4 milioni di euro, apre molte opportunità. Avremo un museo archeologico, che sarà diretto dalla Branciforti. Potremo così svuotare i depositi di Casa Vaccarini e destinarla a scopi culturali, così come il carcere borbonico. Si potranno effettuare con calma i lavori di consolidamento dell'ex convento dei Gesuiti in vista della sua destinazione a biblioteca regionale. A breve il teatro antico sarà del tutto fruibile e si potrà programmare una prima stagione di tragedie antiche, come a Siracusa. In questo contesto l'anfiteatro romano è centrale. La volontà politica c'è, i fondi pure. Non ci sono più alibi: entro due anni deve essere chiaro se Catania vorrà seguire o meno la sua vocazione di città d'arte, come io sono convinto che debba fare». Nel frattempo il sovrintendente Campo ha costituito un gruppo di progettazione - «che non interferisce con il lavoro della commissione scientifica» - per valutare le ipotesi atte a risolvere il problema dell'abbattimento delle barriere architettoniche e della realizzazione dei servizi igienici. «Si sta valutando se è possibile realizzarli su piazza Stesicoro, nell'angolo di nord-est, dove c'è l'attuale garitta, o, come sembra più agevole, nell'altro ingresso, dal vicolo Anfiteatro. Lavori che effettueremo in concerto con la sezione archeologica».