Nuove polemiche per il mancato invio del Canadair Torre Guaceto, caccia a due ragazzi Segnalati i piromani. Il parco: piano antincendio bloccato a Roma Nuovi indizi sul rogo che ha devastato Torre Guaceto. Due persone sono state viste allontanarsi a bordo di una moto dal luogo dellincendio, subito prima che le fiamme divampassero. E il presidente del consorzio di gestione non ha dubbi sullorigine del fuoco: «Che sia stato colposo o doloso, cè stata comunque la mano delluomo. Questa è lunica cosa della quale, con gli elementi a disposizione, possiamo essere certi». Il corpo forestale indaga cercando fra i contadini delle zone vicine altri indizi. Sono oltre cento gli ettari di riserva, fra canneto e macchia mediterranea, andati distrutti nel rogo che fra le 15 di martedì e le 5,30 di mercoledì mattina ha provocato anche levacuazione di 2.500 persone e danni ingenti alla fauna. Oggi lassessore regionale allEcologia Michele Losappio sarà a Torre Guaceto per valutare i danni di persona. Attacca duramente la "mafia incendiaria" che sta mettendo a fuoco la Puglia. La regione intanto continua a bruciare, con focolai ieri nel Gargano, sullAppennino dauno e nella strada fra Corato e Altamura. Le fiamme hanno devastato complessivamente venti ettari fra boschi e vegetazione. --------- La statale 379 bloccata per 14 ore. Le acque lagunari bollenti Oltre cento ettari di vegetazione distrutti, fuoco domato allalba Il parcheggio Penna grossa era pieno: 6700 autovetture Il divampare delle fiamme è stato alimentato da un forte vento di scirocco che ha cambiato direzione Una moto con due persone a bordo, vista fuggire subito prima dellincendio di Torre Guaceto. Potrebbe essere lindizio decisivo per confermare il dolo dietro alle fiamme che per quattordici ore, fino allalba di ieri, hanno devastato la riserva naturale a nord di Brindisi. Il bilancio del rogo è di oltre cento ettari di riserva andati distrutti. Sono state almeno 2.500 le persone evacuate, di cui 300 dalle spiagge e le restanti dallinterno delloasi, mentre la statale 379 era bloccata a causa del fumo. A Torre Guaceto ora è il momento della bonifica. E della ricerca della verità. «Due persone sono state viste allontanarsi in moto dal luogo dellincendio» è la voce insistente che circola già nelle prime ore di martedì, quando ancora le fiamme divampano nella riserva. Raccolta da chi era sul posto e giunta anche alle orecchie del presidente del consorzio di gestione Vincenzo Epifani: «Che sia stato colposo o doloso, cè stata comunque la mano delluomo. Questa è lunica cosa della quale, con gli elementi a disposizione, possiamo essere certi». Le indagini spettano al corpo forestale, che in queste ore sta interrogando i contadini che aravano i campi vicini. È su di loro che si preme per sapere se hanno visto qualcosa di sospetto, azioni che volontariamente o meno potrebbero aver portato al fuoco. Si indaga sulle cause, ma lo sviluppo delle fiamme è accertato: prima del rogo che per 14 ore ha devastato Torre Guaceto cera stato un altro incendio in mattinata. Un altro elemento che fa riflettere gli investigatori. «Il focolaio di mezzogiorno, poi lo scirocco fortissimo e la temperatura oltre i 35 gradi: sono state troppe le condizioni favorevoli perché le fiamme tornassero» dichiarano dal comando del corpo forestale. Il primo incendio, che ha interessato una piccola area, scoppia alle 11,30 di mattina martedì sui terreni agricoli in località San Giovanni, accanto al canneto che passa sotto la statale. Il corpo forestale e i vigili del fuoco domano le fiamme in meno di unora e il consorzio attiva il piano antincendio ma alle 14,30 il fumo torna ad alzarsi. Subito sono richiamate le forze dellordine ma lincendio sta già attraversando la strada statale. Trascinato dal vento di scirocco il fuoco attacca il canneto, arrivando fino alla torre aragonese e al mare e costringendo allevacuazione oltre 2500 persone. Trecento erano in spiaggia, mentre «Il parcheggio di Punta Penna Grossa era completamente pieno, almeno 700 macchine e per ognuna bisogna calcolare una media di due persone a bordo» dichiara lispettore Nando Vitali della protezione civile di Penna Grossa. Uno schieramento imponente di persone e mezzi ha cercato di bloccare le fiamme per ore: tre elicotteri della Marina militare, Vigili del fuoco e corpo forestale, autobotti e mezzi pesanti, pattuglie dei Carabinieri e dei vigili urbani, protezione civile, Wwf e almeno 200 fra uomini e donne del consorzio. Nessun Canadair però: ne era stata fatta richiesta ma laereo è stato deviato verso il rogo di Cefalù. Sulle responsabilità dietro allincendio ieri è intervenuto anche lassessore regionale allEcologia Michele Losappio, che oggi sarà a Torre Guaceto per valutare i danni. Attacca la «mafia incendiaria» pronto ad uno «scontro totale e frontale contro unorda vandalica fatta di egoismo, incoscienza, microinteressi economici meschini quanto diffusi». E ieri la Puglia ha continuato a bruciare nel Gargano, sullAppennino dauno e nella zona del Pulicchio fra Corato e Altamura. Circa venti gli ettari complessivi fra boschi e vegetazione andati in fumo.
TORRE GUACETO -Almeno cento ettari di area naturalistica bruciati dallincendio.
Il parco di Torre Guaceto è stato devastato da un incendio che ha coinvolto oltre 100 ettari di riserva naturale, costringendo oltre 2.500 persone a evacuare le aree. Il fuoco è stato alimentato da un forte vento di scirocco e ha causato danni ingenti alla fauna. Le indagini stanno cercando di determinare se lincendio sia stato colposo o doloso. Due persone sono state viste allontanarsi in moto dal luogo dellincendio, e il presidente del consorzio di gestione ha dichiarato che cè stata comunque la mano delluomo. Il corpo forestale sta interrogando i contadini che aravano i campi vicini per sapere se hanno visto qualcosa di sospetto.
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