Il tribunale amministrativo cancella la delibera del Comune che aveva bloccato la costruzione di un residence Merola: "Noi andiamo avanti, ricorreremo al Consiglio di Stato" Il Tar dà il via libera alla costruzione di un residence in collina da 1.700 metri quadrati, giudicando anche "illegittima in quanto intempestiva" la delibera di salvaguardia dei colli voluta dal Comune. Mentre lassessore allurbanistica Virginio Merola annuncia che valuterà «la possibilità di fare ricorso», anche Anna Patullo, assessore allambiente, pensa che si debba andare al Consiglio di Stato. Cè infatti il rischio delleffetto "domino" e che questa decisione del tribunale crei un precedente per tutte le singole costruzioni sui colli bloccate dal Comune. Critiche allassessore Merola arrivano anche dalla stessa maggioranza dove Paolo Natali (Dl) dice «la stesura dellatto non è stata felice». La decisione rischia di essere il cavallo di Troia per lestensione del cemento sui colli Il Tar boccia la salvaguardia della collina voluta dal Comune e dà il via libera alla costruzione di un grande residence sui colli in zona Domizzola. Un progetto che rischia di essere il cavallo di Troia con cui 27 mila metri quadri di mattoni e cemento riusciranno a "irrompere" nel polmone verde di Bologna, la zona dei colli. «Prendiamo atto della sentenza e lunedì valuteremo se presentare ricorso», ha commentato lassessore allurbanistica, Virginio Merola, «noi andiamo avanti con il Piano Strutturale Comunale e continuiamo a considerare sbagliato autorizzare costruzioni in collina». La Margherita però, attraverso il consigliere Paolo Natali, attacca laspetto formale dellatto intrapreso dallassessore: «Nella sostanza credo che latto fosse giusto, purtroppo le motivazioni di carattere tecnico e la stesura non sono state felici». Per tutelare i colli bolognesi, secondo Natali la decisione «andava motivata dal punto di vista tecnico non come salvaguardia, ma con una variante urbanistica». Il Tribunale regionale ha infatti dato ragione alla società Mina Real Estate e annullato i provvedimenti emanati in materia dal Comune di Bologna. Provvedimenti adottati "ad hoc" sui singoli casi, in vista dellapprovazione del nuovo Piano Strutturale Comunale, dove la collina viene tenuta al riparo dalla cementificazione. Ma la delibera di salvaguardia, secondo il giudice amministrativo, è «illegittima in quanto intempestiva». Con troppo anticipo rispetto al nuovo Psc è stata "congelata" la costruzione di insediamenti turistico ricreativi, autorizzata dal Piano regolatore del 1985, lo strumento urbanistico in vigore allepoca del piano particolareggiato. Il comune in questo modo «pretende di adottare una misura di salvaguardia addirittura in una fase antecedente alladozione del primo livello di pianificazione costituito dal Psc - scrivono i giudici - laddove la normativa regionale non lo consentirebbe neppure se il Psc fosse adottato». È illegittimo anche che il settore abbia sospeso "liter di approvazione del piano particolareggiato di iniziativa privata presentato dai ricorrenti". Però il "via libera" al progetto in zona Domizzola, presentato il 18 giugno 2006 e bloccato alla luce della maxi-variante collinare, costituito da cinque edifici da otto alloggi ciascuno e da un altro edificio con due appartamenti, per una superficie complessiva di 1.708 metri quadri, rischia di aprire una grossa falla. «Adesso dobbiamo verificare quanti sono i ricorsi presentati al Tar prima dellapprovazione del nuovo Psc», dice Merola pensando a come evitare leffetto "domino". Cioè che questo precedente riesca ad annullare completamente il tentativo di proteggere i colli. «Non so se ci sarà una reazione a catena», riflette infatti lassessore, «comunque ora il Psc è stato adottato e questa amministrazione continuerà ad opporsi a questo tipo di insediamento». Questo non è quindi lultimo atto della vicenda cominciata in dicembre dellanno scorso con il ricorso al Tar della società Mina Real Estate. Il Comune aveva fatto appello e in aprile il consiglio di Stato aveva annullato lordinanza sospensiva del Tar, considerando il "prevalente interesse" del Comune al "mantenimento dello stato di fatto attuale". Oggi la sentenza nel merito del Tar ribalta la situazione, dando lavvio agli attacchi del centro destra. «Questa bocciatura sottolinea e certifica che in Comune si va avanti con presunzione e cialtroneria», ha detto Daniele Carella di Forza Italia, «si sono sospesi diritti certificati dal piano regolatore fatto dalla stessa sinistra».