GIOVEDÌ, 23 AGOSTO 2007 Pagina VIII - Firenze Un paese archeologo Unassociazione locale ha più finanziamenti delle università per scavare a Luxor Tutti nella zona sono coinvolti: cè chi prende le ferie dal lavoro e dà una mano Tutto ruota intorno a un giovane egittologo ormai conosciuto in Lumanista Angelo Poliziano e il maggiordomo dellantico Egitto Harwa, il nostro Rinascimento e quello Egizio. Li lega il fatto che la missione di scavi di una piccola associazione di Montepulciano, la città del Poliziano, conduce da oltre 10 anni la più importante campagna di scavi archeologici in Egitto presso la gigantesca tomba del maggiordomo, fulgido esempio del Rinascimento egizio. Dirige la missione il poliziano Francesco Tiradritti. La cittadina di Montepulciano partecipa con lui. -------------------------------------------------------------------------------- Il Bruscello e il vino Nobile, borgo medievale importante, Montepulciano è emblema della «toscanità» più classica. Ma un pezzo di città ha traslocato il gusto per lantico nellesplorazione di un mondo distante, affascinante quanto il proprio, lontano nel tempo quanto le origini etrusche del territorio che la cittadina domina. Oggi quel pezzo di città firma una decennale campagna di scavo che è diventata tra le più importanti missioni archeologiche italiane in Egitto. Forse la più importante, stando ai risultati scientifici e allattenzione che il ministero italiano degli esteri riserva agli studiosi poliziani che dal 1996 svelano il mistero del maggiordomo Harwa, custodito in una delle più vaste tombe di tutto lEgitto, quattromila metri quadrati sulla riva occidentale del Nilo a Luxor. E il più vecchio monumento del «Rinascimento egizio», mai scavato e studiato prima che i toscani iniziassero ad illuminare un periodo storico, tra la seconda metà dellVIII e linizio del VII secolo avanti Cristo, fino allora rimasto in ombra. Il fatto insolito è che a condurre gli scavi non è uno dei tanti «colossi» che operano in Egitto - come i dipartimenti universitari della Sapienza, degli Atenei di Milano, Torino Pisa, Lecce e Bologna, destinatari di finanziamenti della Farnesina mai superiori a quelli meritati dai poliziani - ma una piccola associazione nata a Montepulciano, che porta il nome del maggiordomo, unico caso italiano di missione scientifica in Egitto affidata ad un soggetto che non sia un centro pubblico universitario, archeologico o del restauro, magari sostenuto da generosi mecenati. Alcune decine di appassionati sostengono gli scavi diretti da un concittadino, Francesco Tiradritti, 46 anni, egittologo di fama internazionale, già membro delle Commissioni dei musei egizi di Torino e del nuovo al Cairo, cattedratico allUniversità di Memphis, curatore di mostre a Palazzo Grassi e a Palazzo Reale di Milano. Nelle sue campagne di scavo, Tiradritti dirige 40 ricercatori di 10 nazionalità, sloveni, svizzeri, tedeschi, austriaci, inglesi, francesi, spagnoli, statunitensi, egiziani e italiani fra cui ovviamente toscani e poliziani: capita che il bancario di Montepulciano prenda le ferie per andare a tenere i conti degli scavi. Partita con 4,5 milioni di lire, la missione ha investito nellultima campagna 65.000 euro - in parte raccolti tra i cittadini poliziani - e in Egitto ha oggi una base, «Casa Italia», dove si alloggia in pensione completa a 15 euro. Quando a maggio Fausto Bertinotti volò in Egitto, ci fu un affannoso giro di telefonate tra lAmbasciata italiana al Cairo e il Ministero degli Esteri per rintracciare Tiradritti e trasportarlo subito a Luxor. Volevano che il presidente della Camera fosse accompagnato nella tomba del maggiordomo. Prima del presidente della Camera, nella tomba di Harwa erano scesi Giuseppe Sinopoli, Pierluigi Bersani coi vertici dellEni e Romano Prodi, raggiunto e sedotto dalla leggenda di Harwa mentre si trovava al Winter Palace durante una vacanza in Egitto: e così, a sorpresa, una mattina Prodi sbucò allingresso della tomba scendendo da una Land Rover blindata assieme ad Arturo Parisi e rispettive consorti. Della enorme tomba, la missione poliziana ha portato alla luce un pregevole Ushabti, molti altri reperti e decori di pregio, ha liberato da sabbia e escrementi di pipistrello i pilastri, la rampa dingresso, gli accessi e i corridoi, il portico dentrata e il vestibolo, due sale, gli appartamenti funerari e il santuario di Osiride, il cortile, la cava utilizzata per costruire il sepolcro, ma anche resti di saccheggi - una copia datata 1895 del «Corsera» e una scatola di biscotti «Me ne frego» - compiuti qui, tra le sabbie che ricoprono la spianata in roccia calcarea dellAsarif. Tanta storia antica svelata, altri misteri da scoprire: come fece Harwa, che non aveva un nome egiziano, a diventare potente maggiordomo della Grande Adoratrice, o Sposa del dio Amon, allepoca la sacerdotessa Amenirdis? Ogni anno che passa, ogni campagna di scavo che si conclude, la città del Poliziano sembra sempre più appassionata allenigma. Orgogliosa del suo ruolo di piccola capitale italiana dellegittologia. A partire da oggi, per il terzo anno, Montepulciano ospita un corso estivo di egittologia al quale intervengono studiosi da tutto il mondo e che avrà il clou sabato con il secondo colloquio internazionale poliziano sullargomento. E il tema del convengo, «Il mito dellantico Egitto. Le radici faraoniche della cultura occidentale», promette di gettare un fascio di luce su questo singolare e imperscrutabile legame tra Montepulciano e lEgitto, tra lumanista Angelo Poliziano e il giusto e compassionevole maggiordomo di Luxor, tra il nostro Rinascimento e quello egizio.