Doveva essere il fulcro del quartiere, la casa degli alpini attorno alla quale coagulare iniziative sociali e momenti di incontro, vicino sarebbe nato il campo di bocce e poi la pista da ballo... Invece, sullambizioso progetto, per il quale le penne nere di Udine sud avevano già cominciato a metterci il proverbiale olio di gomito, è arrivato limprovviso stop. Subito dopo la posa della prima pietra. Ma cosè successo? Che gli uffici comunali hanno di colpo sospeso la concessione edilizia, dopo che la Soprintendenza per i beni storici e architettonici ha comunicato lesistenza di un vicolo per lintera area che gravita tra le vie Pradamano e Di Brazzà, il complesso sportivo pensato dallarchitetto Ermes Midena negli Anni 30. Area che comprende, oltre alla scuole media ex Fermi, i locali della seconda circoscrizione, con la piscina comunale, le piste di pattinaggio e di atletica, i campi di calcio del Donatello, il piccolo parco Peter Pan. E ovviamente i due vecchi campi da tennis sopra i quali è stato fatto lo scavo per il prefabbricato degli alpini. Una mazzata per quello che è uno dei gruppi più numerosi e attivi della sezione Ana di Udine, forte dei suoi 125 soci, cui si aggiunge una quarantina di simpatizzanti, guidati da Antonino Pascolo. Lidea della baita, in cui farci la sede, ma dove poter accogliere anche iniziative di socializzazione per il quartiere e in particolare per gli anziani, era da almeno quattro anni nel mirino delle penne nere di Udine sud. Quella baita che intendevano costruire con le loro stesse mani, possibilmente con laiuto di uno sponsor, per lasciare il loro segno di laboriosità (i lavori si sarebbero dovuti concludere a fino 2008) e il loro desiderio di aggregazione in quartiere. La proposta era anche quella di curare la manutenzione dello spazio circostante e lintero progetto aveva lappoggio sia della quarta circoscrizione, sia della vicina parrocchia San Pio X. Ottenuta la concessione, gli alpini hanno cominciano a sistemare larea degli ex campi da tennis, da tempo in degrado, per poi dare il via allo scavo. Alla posa della prima pietra, il 28 giugno scorso, erano presenti lassessore ai lavori pubblici Toffoletti, il presidente di circoscrizione Giacomello con il vice Silverio, il colonnello Linda in rappresentanza della brigataJulia e il consigliere nazionale Aria Chiosalo. Il no della soprintendenza ora rimette tutto in discussione. In via Zanon si attende di visionare il progetto redatto dallingegner Maurizio Asquini e le fotografie del sito. Se la baita sarà ritenuta compatibile con il complesso Midena, i lavori potrebbero ripartire.