ROMA DAL CIELO DALLA TERRAZZA delle quadrighe. Così si legge nellopuscolo, fatto stampare dal ministero peri beni culturali; distribuito dal 2 giugno - giorno dellinaugurazione della struttura - a ognuno dei visitatori paganti (sette euro prezzo intero, metà per gli anziani ) che utilizzano il nuovo ascensore panoramico del Vittoriano per raggiungere la vasta terrazza fiancheggiata dalle due gigantesche quadrighe, a ottantuno metri dal suolo, pesanti ognuna cinquanta tonnellate. Una vista magnifica da lassù. Di cui hanno fino ad ora usufruito oltre trentamila romani e soprattutto turisti (con un introito di centoquaranta mila euro), ma quante polemiche di marcaitalica, tanto che la nuova struttura è stata considerata lopera della discordia. Architetti e urbanisti di tutti i colori politici hanno giudicato il complesso dellascensore una cosa orrenda, una indecenza, una bruttura criminale, una blasfema violazione della sacralità del monumento. E cè stato chi ha fatto notare che lascensore incombe sul profilo della chiesa dellAra Coeli, senza che, per la verità, si noti troppo guardando dal basso. Nei giorni scorsi, poi, a invelenire ulteriormente gli animi, è intervenuta la misteriosa rottura di due vetrate dellascensore, noti si sa se per il calore delle ore più calde di agosto, per un difetto strutturale o addirittura per il beccare dei gabbiani. Il ministro peri beni culturali, Rutelli, di fronte a tante dispute ha dovuto sottolineare che le nuove Strutture sono opera "reversibile" e che pertanto se non piacciono si possono anche togliere. Ma cè stato anche chi ha fatto notare che sul Vittoriano gli ascensori esistono fin dal primo Novecento e che per accedere allascensore panoramico bisogna utilizzare, fino al quinto piano, quello preesistente. Daltra parte, ha affermato il vice direttore del Museo centrale del Risorgimento - un museo che ha sede proprio nellimmensa costruzione - lascensore che ha suscitato tante polemiche, non si trova nellarea del sacello del Milite Ignoto, ma in unala del monumento aggiunta nel 1934. Polemiche di oggi che ai cultori di cose romane ricordano i veleni antichi come quando nel 1885, subito dopo la posa della prima pietra, qualcuno scrisse che al posto del travertino romano , vennero impiegate tonnellate del friabile marmo botticino proveniente da Brescia, collegio elettorale dell'allora ministro dei lavori pubblici, Giuseppe Zanardelli. Il Vittoriano ebbe un momento di gloria nel 1921 allorchè vi fu traslata la salma del Milite Ignoto, simbolo dei Caduti per la Patria. Il monumento tutto bianco che domina Piazza Venezia, largo 135 metri e alto 70 metri, quadrighe escluse, divenne successivamente simbolo del Fascismo, e sulla terrazza più alta, dove oggi si può anche gustare un gelato, esisteva fino a qualche tempo fa lo studio radiofonico dal quale lEiar trasmetteva i discorsi di Mussolini dal celebre balcone. Negli anni Settanta venne pubblicato un libricino, "Processo al Vittoriano", nel quale architetti di avanguardia proponevano addirittura la demolizione o il camuffamento dellAltare della Patria. Non si sa quale sarà il destino della nuova struttura, ma intanto è possibile ancora utilizzarla per godere lo spettacolo magnifico di Roma dallalto allombra delle quadrighe, mai viste prima da così vicino, "LUnità" di Carlo Fontana e "La Libertà" di Paolo Bartolini, che, dopo il 1918, vennero fuse con il bronzo dei cannoni e i rottami residuati della prima guerra mondiale, ceduti dalle autorità militari. Dalleccezionale belvedere del Vittoriano si abbraccia tutta Roma e, utilizzando i nuovissimi cannocchiali, si possono ammirare dettagli altrimenti invisibili, come la vetusta croce dorata e la statua cinquecentesca di Minerva - dea Roma che svetta sulla torre campanaria del Campidoglio. Si possono contare le pietre del Colosseo, alcune delle quali sembrano addirittura in bilico, ma soprattutto è la maestà della capitale che si offre allo sguardo; un arco urbanistico e cronologico straordinario, dalla zona archeologica dei Fori a quartiere dell'Eur, fino ai Castelli romani. Ruderi e cupole barocche, sopazi verdi e fondali di case si possono contare ad uno ad uno fino a posare lo sguardo sul Cupolone michelangiolesco o sul corso del Tevere che serpeggia luminoso tra quinte di abitazioni e celebri monumenti, come il Pantheon dalla millenaria calotta. E allora, come finirà? Il ministero peri beni culturali, incalzato oltre misura, assicura che un gruppo di lavoro è insediato da diverse settimane "per valutare la realizzazione del progetto e stabilire possibili miglioramenti allimpatto della strumira". Come? Lascensore è una torre agile di vetro e acciaio: possono forse renderla invisibile, al censori di destra e di sinistra, con la fantastica vernice utilizzata dal protagonista di una celebre striscia del "Corriere dei Piccoli" di tantissimi anni fa.