A vederlo dal mare, quando ormai quasi il 9o delle opere emerse è stato realizzato, risulta francamente difficile capire quanti continuano a parlare del Mose (Modulo sperimentale elettromeccanico) come di una sorta di ecomostro. Ci sono dighe di massi che si allungano a tracciare canali daccesso, porti rifugio, darsene, conche di navigazione che forse avrebbero dovuto stare lì da sempre. Cè un isolotto nuovo che spezzala "bocca di porto" del Lido in due canali che facilitano la navigazione, anche quella delle motonavi del trasporto pubblico. Un bel progetto dellIuav, lUniversità veneziana di architettura, prevede di ospitarvi la centrale di controllo ed un polo didattico per spiegare Venezia, i suoi problemi e le relative soluzioni. Un altro progetto dallaltra parte del canale, dove finisce la spiaggia del Cavallino, prevede una passeggiata sul bordo dellacqua e un nuova piazza affacciata tra mare e laguna. Sono entrambi bloccati e qui si comincia a leggere la tormentata storia dellopera italiana in costruzione più famosa al mondo. Qualche giorno fa il Cipe ha stanziato complessivamente altri 293 milioni che vanno ad aggiungersi ai 1.580 già assegnati: basteranno a proseguire i lavori fino a primavera. Per il dopo cè solo da sperare che, come ampiamente promesso, arrivi un altro finanziamento. È un procedere a singhiozzo, anche se si sa bene che per il Mose è già stato concordato un prezzo chiuso: 4.271 milioni per lopera finita. La stessa Corte dei Conti ha chiesto proprio in questi giorni una lunga sfilza di chiarimenti al Magistrato alle acque che è il braccio operativo in laguna del ministero per le Infrastrutture. «Ogni nostro passaggio è stato visto, approvato e concordato» ha assicurato la presidente del Magistrato Maria Giovanna Piva, ma èperfino superfluo sottolineare come su queste barriere mobili che dovranno difendere Venezia dalle acque alte sia in atto una battaglia più politico-ideologica che realistica Sè mossa persino la Ue, che da sempre non degna di una minima attenzione e naturalmente nemmeno di un euro Venezia, che ha contestato prima il disturbo di alcune specie duccelli a causa dei lavori, poi la alterazione di un ecosistema, chiedendo adeguate mitigazioni. Gli uomini (ma anche le donne visto che non mancano ai vertici di entrambi) del Magistrato alle acque e del Consorzio VeneziaNuova, il pool di imprese concessionario dei lavori, hanno obbligatoriamente fatto il callo a questa situazione e quasi in punta di piedi continuano a lavorare. Sono ormai al 32-33 dellopera, quasi al 9o dei lavori visibili sopra lacqua. Tutto è stato rigorosamente fatto in mare e dal mare. Mezzi, uomini, materiali, nulla è transitato per Venezia. Anche le aree di cantiere sono isolotti provvisori costruiti con i materiali di scavo e che, mano a mano che non servono più, vengono tolti per ripristinare lambiente dacqua naturale. Via mare è arrivato anche il "mini stabilimento" per realizzare i "materassini" isolanti posati sul fondo marino dove andranno apoggiare gli enormi cassoni in cemento destinati a contenere le paratoie. Per questi cassoni si stanno allestendo aree di costruzione grandi come qualche campo di calcio, sempre con il criterio di usare uno spazio dacqua, riempito con materiali di scavo, che poi sarà riallagato. Ma tutto sembra piccolo in queste aperture fra mare e laguna Al Consorzio assicurano che la tempistica è perfettamente rispettata Prossime tappe, appunto, i cassoni in cemento speciale, "oggettini" lunghi fra i 6o e di 9o metri e larghi una trentina; poi lappalto, per quasi un miliardo di euro, per le opere elettromeccaniche, cioè per le paratole, le cerniere, i meccanismi di funzionamento. Ma sul fronte dei problemi cè anche da pensare dove far dormire e mangiare gli addetti ai cantieri oggi sono 700 e sono state adottate soluzioni tampone, ma fra qualche mese saranno 1.5oo. Lidea di creare un villaggio da lasciare poi alla comunità locale è stata bocciata ed anche chi affitta case per i turisti si è tirato indietro, salvo già cominciare a chiedere depliant e materiali da distribuire agli ospiti perchè il Mose è fin dora unattrazione e molti stranieri che arrivano chiedono di vedere cosa si sta facendo. Gli stranieri, appunto. Se in Italia cè ancora chi continua a discutere ed a proporre alternative, olandesi, inglesi, russi ed americani hanno voluto creare con chi lavora al Mose un network internazionale di scienziati specialisti in barriere mobilie il WorldwatchInstitute ha definito Venezia e lOlanda le due uniche realtà che potranno considerarsi adeguatamente protette rispetto alleustatismo.
Il Mose è già unattrazione: sulle dighe arrivano i turisti
Il modulo sperimentale elettromeccanico (Mose) è un progetto di costruzione di barriere mobili per difendere Venezia dalle acque alte. Il progetto è stato iniziato nel 2003 e si sta avvicinando alla fine, con il 32-33% degli lavori completati. Il costo totale del progetto è stimato in 4.271 milioni di euro. Tuttavia, il progetto è stato oggetto di critiche e controversie, con alcune specie di uccelli e un ecosistema che sono stati alterati dai lavori. Il Consorzio VeneziaNuova, il pool di imprese concessionario dei lavori, ha assicurato che la tempistica è rispettata, ma ci sono preoccupazioni sulla gestione dei cantieri e sulla logistica dei lavori.
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