Dopo la denuncia di "Repubblica" sul "minimuro di Berlino" voluto dal sindaco "Non si consente la realizzazione delledificio", avevano scritto i funzionari La soprintendenza di Salerno prende le distanze dal caso di scempio edilizio del punto informazione dellarea archeologica di Velia, denunciato ieri sulle pagine di "Repubblica": il soprintendente non aveva concesso parere positivo, fu il sindaco a decidere. Una vera e propria invasione di cemento nel territorio degli scavi, catalogato grazie a una legge regionale come "grande attrattore culturale" ma non tutelato a sufficienza dagli organi preposti. In particolare la denuncia riguardava un "minimuro di Berlino", un manufatto di mattoni traforati per linfo point scavi, concepito nellambito di un progetto di riqualificazione della zona intorno allantica città di Parmenide. Per arrivare alla realizzazione del progetto però non si è passati per lavallo della soprintendenza. Dagli uffici del ministero dei Beni e attività culturali di Salerno, infatti, fanno sapere che il 23 agosto 2006 avevano inoltrato al Comune di Ascea, competente per il territorio di Velia, parere negativo alla costruzione di un muro vista mare. Più chiaro di così: «Non si consente la realizzazione delledificio», avevano scritto e firmato i funzionari che garantiscono la tutela e la valorizzazione di monumenti e beni culturali. E poi, in aggiunta: «Si suggerisce di attivare una procedura concorsuale». Più idee, più progetti, più possibilità per linfo point di ottenere una firma di qualità, aveva chiesto quindi la soprintendenza. Così concepita, la lettera era arrivata nellufficio del sindaco, che però non ne aveva tenuto conto. La procedura era andata avanti e il manufatto di Velia è terminato e spezza la linea del mare, impedendone la vista. Sul caso però interviene lassessore al Turismo della Regione Marco Di Lello, che bacchetta il sindaco: «Non credo ci si possa tirare indietro - dice lassessore - rispetto alle responsabilità, legate a un doveroso controllo. La gravità del caso, considerato il sito in cui sorge, è ancora più grave. Questo episodio è sintomatico del nostro sistema democratico, con pregi e difetti: anche il sindaco, che in solitudine si è assunto lonere della realizzazione del progetto, risponderà ai cittadini elettori del suo operato. Sono intervenuto e quel sindaco nei prossimi giorni terrà una riunione con i tecnici delle due soprintendenze. Con essi valuterà, ne sono certo stavolta con maggiore accortezza, limpatto sul paesaggio e il valore estetico del manufatto in costruzione, prevedendo le opportune modifiche».