Il progetto nella variante al piano strutturale Verranno recuperati i molini e i percorsi -------------------------------------------------------------------------------- La variante al piano strutturale rilancia un progetto che si era arenato lo scorso anno: la valorizzazione delle coste di Candalla, la Grotta all'Onda, il monte Prana, ecc., nell'ambito del piano naturalistico-archeologico del Lombricese previsto dalla Comunità mntana Alta Versilia. E tutto questo, dice il sindaco Giampaolo Bertola, per favorire la conoscenza e la frequentazione del turismo di qualità nelle aree di elevata valenza ambientale e culturale con la realizzazione di percorsi guidati, parchi museali ed aree a rispetto integrale. Per quanto riguarda l'amministrazione provinciale di Lucca, ha approvato il Piano di sviluppo socio agricolo e turistico della Comunità montana Alta Versilia. Che riguarda anche gli obiettivi della variante al piano strutturale il cui procedimento è già stato approvato dal consiglio comunale. Il piano, una volta operante, è lo strumento idoneo per far decollare il Parco dell'area del torrente Lombricese, di Candalla e del suo ambiente naturale. «Già il comune di Camaiore e la Comunità montana, in perfetta sinergia - riferisce l'assessore della Comunità Montana Michele Rugani - hanno intenzione di acquistare il molino di Candalla il cui proprietario, Giuseppe Marchetti, detto Taccone, è deceduto alcuni anni fa, attualmente chiuso anche se potrebbe essere ancora funzionante con l'energia idraulica». Tutto questo seguendo un antico progetto del gruppo archeologico di Camaiore del 1996, che non è stato dimenticato in qualche cassetto del Palazzo. Infatti seguendo quelle tracce e quel progetto, il regolamento urbanistico inserì negli ambiti di valorizzazione turistico ambientale quest'area di 415 ettari che, per l'attuazione, è necessario un progetto esecutivo comunale. Progetto nel quale, ora, va ad inserirsi anche la comunità montana e ribadito nella variante al piano strutturale. E in questo progetto è appunto presente la casa del Parco e gli uffici con il recupero del molino di Candalla, ex Marchetti, per intenderci. Gli edifici di interesse culturale da recuperare il pastificio Bertagna a Candalla, il molino Biagi, il mulinaccio, il molino e frantoio Benedetti e il polverificio Pardini. Da recuperare anche i percorsi storici che vanno da Lombrici a Metato per Montecastrese, da Le pianacce a Metato per Montecastrese, da Metato e da Casoli per Monte Penna, da Candalla a Casoli, da Candalla al Complesso Pardini, da Casoli al polverificio Pardini. La vasta area comprende interessanti siti archeologici soggetti a tutela, riqualificazione e nuovi scavi quali Monte Castrese, (castello mediovale), Monte Penna (villaggio mediovale) ed aree di interesse paleontologico e speleologico soggetti a tutela e cioè quelle di Grotta delle Pianacce, Ripari di Candalla e la più importante, quella di Grotta all'Onda. Il recupero può avvenire a costo zero per il Comune se viene appovato il progetto degli architetti Massimo Ceragioli e Chiara Celli, ancora giacente presso la Comunità Montana presentato da Luciano Pagni, per il recupero di 38 ruderi presenti nell'area. In cambio il privato donerebbe all'amministrazione comunale gli storici opifici da recuperare, di sua proprietà, elencati dal piano regolatore ed anche dai programmi di questa amministrazione. Ora con il piano di sviluppo socio agricolo e turistico la pratica potrebbe riavviarsi.