Il generale Roberto Conforti non può che essere d'accordo con Vittorio Sgarbi. «Tenere in condizioni di tale degrado qualunque sito del nostro patrimonio culturale è un crimine. Figuriamoci la Villa romana del Casale, il gioiello dell'archeologia siciliana. Purtroppo su questo siamo tutti d'accordo, ma passare dalle parole ai fatti è estremamente difficile». L'ex comandante del Nucleo tutela patrimonio artistico dell'Arma dei carabinieri, chiamato dall'assessore ai Beni culturali Fabio Granata a coordinare una vera e propria task force per la valorizzazione della Villa, non usa giri di parole. Dopo il blitz notturno dell'ex sottosegretario ai Beni culturali, l'annuncio di un sit in di protesta delle associazioni e le prese di posizione polemiche di alcuni amministratori locali direttamente interessati dalla querelle, Conforti annuncia: «Sabato prossimo andrò personalmente a Piazza Armerina a rendermi conto di quello che sta accadendo. Parlo dell'adeguatezza dei sistemi di sicurezza, dei custodi, ma non solo. Siamo tutti d'accordo che la copertura di plastica su quegli splendidi mosaici, le strutture metalliche che stonano come mostruosità sulla bellezza della Villa e l'incredibile stato di sporcizia sono inaccettabili. L'assessore Granata è assolutamente determinato a ridare splendore al sito e mi ha dato piena fiducia. Ma poi, incredibilmente, tutto si arena...». Ma niente retroscena, nessun giallo, non sono le misteriose quanto imprecisate pressioni della criminalità organizzata a «impedire» che alla Villa romana del Casale si cambi musica. Il generale Conforti ne sembra certo. «La Procura della Repubblica di Enna sta conducendo le sue indagini su alcuni strani episodi, ma io non farei di tutta l'erba un fascio. E' piuttosto una situazione ambientale che rallenta i processi. Come dire c'è un'aria di lentezza che si respira ogni qualvolta bisogna concretizzare idee o decisioni che si prendono. Ci sono delle competenze spezzettate di diversi enti locali, e il compito della mia task force è proprio quello di cercare di coordinarli. Insomma, garantito. Riusciremo a riportare la Villa all'antico splendore». Ne è certo anche Fabio Granata che ieri ha annunciato la presentazione, nei prossimi giorni, di alcuni progetti dell'Istituto regionale del restauro per il miglioramento estetico della copertura e l'utilizzazione di ulteriori risorse per una forma più continua di manutenzione straordinaria e ordinaria. «La Villa romana del Casale dice Granata è un sito straordinariamente importante, non è certamente un letamaio, ma racchiude delle problematiche talmente centrali per il sottoscritto da portarlo a costituire un'unità di crisi coordinata dal generale Conforti, che in tempi brevissimi normalizzerà l'immagine e l'organizzazione del sito. Entro la prossima primavera i risultati saranno visibili anche da Sgarbi al quale invidio la posizione di battitore libero, poiché purtroppo per me, misurarsi con le politiche concrete di governo in contesti difficilissimi comporta altre difficoltà rispetto ad un'intervista notturna. E qualche livello di sovraesposizione personale». I progetti di Granata non rassicurano più di tanto il presidente della Provincia di Enna Cataldo Salerno che ieri ha puntato l'indice contro il governo regionale accusandolo di «latitanza». «La Villa del Casale non è il solo esempio. In questa provincia ci sono troppi siti archeologici non fruibili e la carenza di campagne di scavi autorizzati li rende preda dei tombaroli». Per il 18 ottobre, quando l'Unità di crisi della Regione si riunirà a Piazza Armerina, il comitato cittadino per la Villa ha programmato un sit in. «La Villa romana rappresenta per questa città un bene di inestimabile valore che costituisce prima di tutto la matrice dell'identità culturale dei cittadini piazzesi e come tale deve essere adeguatamente tutelata».