Rivedere tutte le procedure amministrative, accelerare la pratiche di abbattimento relative ai manufatti abusivi. Ma anche consacrare chi è stato vittima della terribile tragedia di Conca dei Marini al nome della tutela del territorio della Costiera Amalfitana. La proposta arriva dal coordinatore nazionale dei piccoli comuni, Secondo Amalfitano, ex sindaco di Ravello. La Costiera sfregiata: di chi è la colpa? «Io assolvo i sindaci e condanno il chiacchiericcio di questi giorni. Si è solo fornita una brutta immagine dimenticando persino di sottolineare come il piccolo ospedale di Ravello sia stato in grado e all'altezza, grazie alla professionalità degli operatori e a un'intelligente intuizione politica avuta da Bassolino, di far fronte a un'emergenza gravissima». Ma che cosa serve per la salvaguardia di questa zona, patrimonio dell'Unesco? «Bisogna modificare le procedure: sono stato sindaco per otto anni a Ravello, e nonostante un dispiegamento di forze e una precisa volontà di repressione, sono riuscito a demolire solo un muro. Cosa che mi provoca più vergogna che orgoglio». Cambierà qualcosa con l'approvazione del disegno di legge presentato dal ministro dell'Ambiente? «Se la proposta di Pecoraro Scanio riguarda solo gli abusi edilizi più gravi, così come ha lui stesso dichiarato nell'intervista a Il Mattino, allora sarebbe un errore. In alcuni casi, in Costiera Amalfitana devasta più un metro cubo di cemento che 10.000. Bisogna rivedere le procedure ed evitare che i capri espiatori continuino a essere i sindaci anche perché i vincoli sono tanti e tutti gestiti da soggetti diversi. In posti come questo non può esistere una graduatoria degli abusi. Sono tutti uguali: dal Fuenti a una palafitta». Quindi una buona gestione del territorio dipende solo dalla revisione delle procedure? «Questo è il nodo principale anche se la politica tra condoni e procedure solo pretestuosamente garantiste non ha consentito a chicchessia una reale azione di repressione dell'abusivismo, sindaci inclusi. La tragedia di sabato non può risolversi nell'ennesima sventagliata a raffica di giudizi contro tutto e tutto. La Costiera, a dispetto di certe sintesi azzardate e screditanti di questi giorni, come quelle di qualche autorevole firma del giornalismo italiano, è un lembo di terra dove identità e tipicità sono ancora forti. A differenza di altre zone globalizzate e modellate in funzione esclusiva dell'utile economico". Lei parla di nuovi modelli, ma in quanto tempo saranno attuabili? «Innanzitutto sarebbe giusto trasformare in martire la vittima della terribile tragedia e consacrare il suo nome per la tutela del territorio. La Costiera non può più attendere né un ministro può limitarsi a sperare che la commissione acceleri. Deve diventare un impegno civile prima ancora che politico una legge che miri alla certezza della pena piuttosto che alla certezze del diritto».
CAMPANIA - ABUSIVISMO : serve la linea dura
Il coordinatore nazionale dei piccoli comuni, Secondo Amalfitano, propone di rivedere le procedure amministrative e accelerare le pratiche di abbattimento dei manufatti abusivi nella Costiera Amalfitana. La proposta arriva dopo la tragedia di Conca dei Marini, in cui sono morti 11 persone. Amalfitano sostiene che la Costiera Amalfitana è un patrimonio dell'Unesco e che è necessario modificare le procedure per salvaguardarla. Egli critica i sindaci e i politici che hanno contribuito all'abusivismo, ma sostiene che la tragedia non può essere risolta con giudizi contro i responsabili. Al contrario, è necessario creare un impegno civile e politico per proteggere la Costiera Amalfitana.
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