La fontana di Trevi, simbolo di un'architettura dai tratti storici unici e irripetibili della antica Roma Papale, è da tempo immemore, meta predestinata del turismo estivo di ogni sorta. Raramente, chi vive nella capitale si sofferma più di qualche minuto ad ammirare quella settecentesca fontana, proprio perché quel tratto del quartiere di Trevi, di fatto, è sotto il signoraggio e il predominio della calca di gente straniera. Allo storico lancio della monetina nella fontana, echeggiante l'augurio di tornare a visitare la città eterna, segue, troppo spesso, un incontrollato gettito di immondizie che fa di quel mirabile luogo un indiscusso ricettacolo di immondizia. Nell'impotenza a fronteggiare una vasta moltitudine di gente che ritiene di poco conto gettare a terra rifiuti dissacrando un sito archeologico di così grande valore culturale, sarebbe auspicabile un massiccio intervento a carattere preventivo che inibisca totalmente l'accesso all'interno della fontana con bevande e lattine, sotto pena di sanzione amministrativa. Per ora, ci auguriamo che il clima estivo, così propenso a repentini ed intelligenti provvedimenti legislativi per coloro che guidano in stato di ubriachezza, illumini la mente del nostro beneamato legislatore anche prevedendo, in caso di insulso gettito di immondizia, un turno di pulizia della Fontana di Trevi per almeno tre giorni continui, responsabilizzando il trasgressore e, allo stesso tempo, facendo risparmiare al Comune di Roma soldi per la pulizia delle strada e della Piazza. O forse sarebbe meglio vendere direttamente la storica Fontana di Trevi ai turisti stessi, come Totò, nel noto film, ebbe a proporre?" Alberto Sagna avvocato