UNA QUESTIONE di tempi da rispettare. Il progetto tramvia è anche questo: sui cantieri (i cui lavori sono ripresi, dopo la pausa di Ferragosto, ieri pomeriggio), certo, ma anche sul dibattito tra chi l'ha voluta e chi la osteggia. E proprio di «essere fuori tempo» il vicesindaco Giuseppe Matulli accusa chi, tra gli oppositori, «sa solo dire no strumentali al progetto, a prescindere dalmerito». Si sa, nella democrazia c'è il momento della discussione e quello della decisione. E Matulli infatti si chiede «perché chi non vuole fare la tramvia oggi non ha portato le proprie istanze a suo tempo, in fase di confronto, anziché ora che il progetto è stato deciso e fatto partire?». Tra l'altro il tempo non sarebbe mancato: a Firenze già col pentapartito, 14 anni fa, era in nuce il programmatramvia. Senza dimenticare i finanziamenti sbloccati 4 anni fa dal governo Berlusconi, che fanno da contraltare all'attuale attivismo anti tramvia del portavoce di Forza Italia, Paolo Bonaiuti: «Fino a pochi anni fa il centodestra non interveniva, ora cavalca la protesta dei comitati», commenta il vicesindaco. Che si riferisce anche al consigliere comunale Udc Mario Razzanelli: l'ufficio elettorale del comune ha convalidato le firme (più di 12mila delle 13mila presentate) da questi raccolte per il referendum consultivo sulla linea 3 (ne servivano almeno diecimila). Ma Razzanelli, raggiante, è già oltre: «A questo punto», ha detto, «il referendum si potrebbe ragionevolmente svolgere la prossima primavera insieme a quello per la linea 2, per il quale è incorso un'altra raccolta di firme: in questomodosi eviterebbe anche un'inutile duplicazione di costi». La convocazione spetta al sindaco, ma oltre all'iter formale non mancano gli interrogativi: sulla base delle varianti apportate, il progetto definitivo della 3 sarà approvato solo a settembre, mentre il consiglio comunale potrebbe chiedere un parere di legittimità ai saggi sull'opportunità o meno di svolgere un referendum consultivo. Matulli su questo fronte pare piuttosto serafico: «Un referendum consultivo dà un'opinione. Un'opinione si offre quando si discute, non quando si è già deciso. E questo sapranno valutarlo anche i saggi, al di là degli aspetti formali che avranno da salvaguardare». Ma il vicesindaco prova a stare al gioco: «Ammettiamo, per assurdo, che questo referendum venga fatto e lo vinca Razzanelli. Anzi, ipotizziamo addirittura che il prossimo sindaco di Firenze sia uno del centrodestra. Come potrebbero fermare i progetti della tramvia? Hanno idea di quello chene sarebbero i costi e il disagio per la città?».Tantopiù che, prosegue Matulli, «ogni qualvolta chiediamo la loro alternativa alla tramvia, ci rispondono solo di "mettersi intorno ad un tavolo"». Ma anche da viale Morgagni, al centro dei cantieri della linea 3, arrivano sfide a Palazzo Vecchio: «Sappiano che anche noi andremo avanti fino in fondo », giura l'architetto Luciano Ghinoi anomedei comitati anti tramvia. Che promettono anche per questa settimana iniziative di protesta, oltre ad una grande manifestazione a settembre. «Sapevo che non avrebbero desistito, hanno ovviamente pieno diritto a manifestare; così come lo hanno però le istituzioni, votate dai cittadini a maggioranza, di attuare quanto deciso a livello locale, regionale e persino nazionale», spiega Matulli. Intanto Marco Stella (consigliere comunale di Forza italia) chiede un consiglio comunale a settembre sugli extracosti della tramvia: «Richiesta legittima, ma credo che anche Stella conosca benissimo la ratio delle varianti migliorative apportate con trasparenze, com'è giusto che sia visto che in 14 anni un progetto ha bisogno d'essere aggiornato».
Tra referendum e polemiche riprendono i lavori alla Tramvia
Il vicesindaco Giuseppe Matulli di Firenze accusa i comitati anti-tramvia di essere fuori tempo e di non aver portato le proprie istanze in fase di confronto. Matulli sostiene che il progetto di costruzione della linea 3 è stato deciso e fatto partire, e che il tempo non sarebbe mancato per discutere delle varianti apportate. Il vicesindaco afferma che i comitati anti-tramvia promettono di manifestare, ma non hanno diritto di fermare i progetti della tramvia. Matulli sostiene che le istituzioni hanno il dovere di attuare quanto deciso a livello locale, regionale e nazionale.
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