MARTEDÌ, 21 AGOSTO 2007 Pagina 14 - Cronaca ABUSIVISMO IN COSTIERA In viaggio da Salerno a Positano sulla motovedetta della Capitaneria. Lobiettivo: fotografare ogni metro "sospetto" Una barriera di scogli e mattoni, è la Costiera vista dal mare Al posto del Fuenti, abbattutto dopo anni di polemiche, ora cè un buco enorme: è lunica cosa davvero ben visibile Secondo i dati di Legambiente a Furore e Positano il record delle richieste di sanatoria: 1 abitante su 3 Dietro le rocce alcuni panni stesi: è il segno che lì, da qualche parte, cè una casa. Sarà tutto in regola? -------------------------------------------------------------------------------- Mattoni, scogli, cemento, scogli. Tetti del colore del grano. Oppure ambra. Scalini bianchi scavati dentro la roccia per raggiungere il mare. Migliaia e migliaia. Li hanno scolpiti i pescatori dun tempo per trascinarsi sulle spalle le loro reti, oggi ci arrivano i bagnanti con gli zoccoli e i materassini di gomma. E quelle macchie azzurre? Piscine, incastrate qua e là fra un pendio e uninsenatura, spuntate da un giorno allaltro, senza che nessuno vedesse, nel cuore di uno dei patrimoni dellumanità con il marchio Unesco. Eccola, la terra degli illeciti vista dal golfo di Salerno. Quello che sbirci dalle onde non si vede dallalto, e viceversa. Perciò la lotta allabusivismo edilizio non è facile. Sembra lEden, ma nascosti lì dietro ci sono i peccati. Non lo sanno i giapponesi, a cui spillano fino a mille euro per il noleggio di un gommone che li porta a ridosso di quellarcobaleno, fatto di chiazze spesso proibite. È il verde, il colore del favoreggiamento. La natura è vittima e connivente. Lungo le dieci miglia di mare fino a Positano, sono gli alberi a proteggere i cantieri improvvisati. Fanno da insostituibili complici dei signori degli abusi durante lautunno e linverno. Le opere fuorilegge crescono tra ulivi e limoni, dietro ginestre e piante rampicanti. Poi cè chi aggiunge le reti. Teloni dalla trama sottile, rigorosamente verdi. Quando li tirano giù, tutto è compiuto. Più sono piccole le opere, più fanno paura. Più sono clandestine, più vanno concluse in fretta. Più vanno concluse in fretta, più sono minacciose. Un tetto, un patio, una terrazza. Come questa di Conca, dove scopri unamaca che dondola fra le rocce. Neppure gli occhi più allenati sanno scorgere certe anomalie, in questo fazzoletto di terra baciato dal cielo e sventrato dalluomo, e ormai abituato a tutte due le cose. Allora devi aspettare che qualcuno commetta un errore. Come stendere ad asciugare dei panni tra le foglie: è quello il segno che non lontano da lì cè una casa. Ma non è detto che sia abusiva. Secondo le stime di Legambiente Campania, fra gli anni dei due condoni edilizi (85 e 94), tra Napoli e Salerno sono state firmate 32.176 ordinanze di demolizioni. Quelle eseguite? 669. Ed è proprio in costiera amalfitana che cè il record dei condoni. Furore e Positano su tutti, con una domanda ogni tre abitanti. Velocità di otto nodi, un centinaio di metri al largo. Gli scempi negli ultimi sessantanni di vita di costiera amalfitana passano sotto il binocolo e il teleobiettivo degli uomini della motovedetta CP 2111 della Capitaneria di porto di Salerno, al comando del maresciallo Raffaele DUrso. Il pm dellinchiesta, Angelo Frattini, ha voluto vedere la terrazza crollata sabato a Conca anche da lì. Il maresciallo Mario Piscino è di Cetara. Conosce ogni angolo di questo paradiso che la capitaneria sta fotografando metro per metro con i sergenti Santalucia e Vitolo. Tutta la costiera in mille scatti, così vuole il comandante Vincenzo De Luca. Le stradine di Vettiga, un parcheggio, le celle seicentesche del monastero di Santa Rosa che dovevano diventare un hotel a cinque stelle. Un lavoro da ripetere ciclicamente e poi da confrontare: alla prima incongruenza scatteranno le segnalazioni ai sindaci dei Comuni e i controlli dei vigili. Sui movimenti sospetti che si colgono dal mare, la capitaneria interviene sin da adesso. Tra Erchie e Maiori, il rudere di un antico insediamento di contadini è diventato un villino che vale quanto loro: sopralluogo, tutto in regola. Ma non è sempre così. Cè chi strappa il permesso per una ristrutturazione, e poi convince gli operai a spingersi oltre. Allinizio sono baracche, stalle, depositi. In genere una tettoia nasconde il blitz in corso dopera. Betoniere che vanno e vengono. Pilastri grezzi che crescono, magari scopri che diventano una masseria o un bed breakfast. I controlli, nei prossimi giorni, saranno mirati a questo settore. Non è distante il Fuenti, il mostro da 35mila metri cubi di cemento che a Vietri hanno buttato giù dopo anni di battaglia legale. Un albergo affacciato dritto sul mare. Il buco rimasto nella roccia, quello sì che si vede bene anche a centinaia di metri dalla costa. Capo dOrso ha ancora il sentiero artificiale che dal faro porta giù. Un tempo lo usava il fanalista. Le provviste gli arrivavano con una barca. Ora cè un congegno elettronico a gestire limpianto, ma tra le rocce della costiera non hanno smesso di scavare viottoli, scorciatoie e molto altro. Promette di vigilare anche la Regione, attraverso i dati che i satelliti inviano agli studiosi del Marsec di Benevento, lagenzia di telerilevamento e monitoraggio ambientale. Tra le illegalità già registrate, cè quella del dramma di Conca. «A settembre ne chiederemo conto al Comune», anticipano dallassessorato allurbanistica della giunta regionale. Altri 15 Comuni hanno ricevuto una lettera di diffida, in 14 non hanno risposto: si va verso una denuncia.