Le auto sfrecciano, non ci sono sentieri né per i pedoni né per i ciclisti Toscani: un esempio della poca intelligenza delle amministrazioni -------------------------------------------------------------------------------- BOLGHERI. Le auto ti sfrecciano a due passi a velocità da autodromo mentre a piedi ti incammini verso Bolgheri lungo il viale dei 2400 cipressi, reso famoso dai versi di Giosuè Carducci: «I cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido...». Già, arrivarci a Bolgheri: per i pedoni il viale più famoso d'Italia, lungo 5 chilometri, un'ora di percorrenza, dichiarato nel 1995 di interesse artistico e storico e definito dallo scrittore locale Luciano Bezzini «un viale unico al mondo», è sempre di più un percorso a rischio. Una camminata stressante, tra smog e bolidi da scansare, quella da san Guido a Bolgheri. La denuncia di Toscani. Il fotografo Oliviero Toscani, che è solito percorrere il viale in bicicletta, va giù duro: «Il viale di Bolgheri è un esempio vistoso della poca intelligenza delle amministrazioni pubbliche. E' ridicolo infatti che il viale più bello della penisola non sia stato adeguatamente reso usufruibile a pedoni e ciclisti, ma trasformato in una sorta di autodromo. Le auto corrono all'impazzata, e i cipressi? Chi se li gode? Chi assapora la bellezza del paesaggio? E poi l'asfalto: come cementificare il Colosseo...» Degrado nel viale. La questione del viale dei cipressi carducciani presenta almeno due aspetti. Uno riguarda il suo degrado. Il limite di velocità è di 60 chilometri, ma è clamorosamente violato. Non è abbastanza singolare - ad esempio - che in una regione dove gli autovelox pullulano come funghi d'autunno, nel viale di Bolgheri non ce ne sia nemmeno uno. «Quello che abbiamo è rotto», si giustifica un vigile di Castagneto Carducci, mentre il comandante ci spiega che la prefettura non li ha mai voluti mettere. Né autovelox né controlli. In realtà qualche anno fa, ricorda il marchese Niccolò Incisa della Rocchetta, proprietario della tenuta che produce il Sassicaia, un autovelox lo misero, ma lo tolsero anche subito perché la carta per le multe non bastava. «Potrebbero mettere dei dissuasori e sarebbe già un passo avanti. La verità è che la manutenzione del viale non si sa bene chi la debba fare. Regna un po' di anarchia nelle competenze», osserva il patron del Sassicaia. Per non parlare dei controlli: mai una pattuglia dei carabinieri, mai un vigile. «Ne teniamo uno fisso a Bolgheri per impedire l'intasamento delle auto. Non ce la facciamo a coprire anche la vigilanza lungo il viale, anche se mi rendo conto della necessità di intensificare i controlli», si giustifica il sindaco di Castagneto Fabio Tinti. Manutenzione scarsa. Lungo il viale non c'è neppure un cassonetto per gettarvi bottigliette, lattine, cartacce, che vengono buttate nei sentieri che costeggiano il nastro di asfalto, tra cipressi, fiori e arbusti. Infine la vegetazione, soprattutto sul lato sinistro del viale, dalla tenuta di San Guido fino a Capanne, a metà viale, ha invaso rigogliosa non solo il sentiero per i pedoni e i cippi stradali e sta sfiorando l'asfalto. In pratica di lì i pedoni non passano, se non invadendo la corsia delle auto. La Provincia di Livorno, cui spetta la gestione del viale, pare intenzionata ad intervenire: «Ad ottobre interverremo per ridurre la siepe molto rigogliosa che invade l'asfalto, liberando così il sentiero per i pedoni che si snoda da San Guido a Capanne», annuncia al Tirreno Massimo Tognotti, responsabile dei parchi e foreste della Provincia. Il futuro del viale. L'altro aspetto della questione che riguarda il viale dei cipressi attiene alla sua identità: una mera strada di transito dall'Aurelia a Bolgheri oppure un percorso paesaggistico usufruibile (e godibile) dagli amanti della natura, dei camminamenti e del trekking? Nel corso degli anni non sono mancate proposte, come ricorda l'ex sindaco di Castagneto Monica Giuntini (vedi intervista a parte). Alcune anche un po' bislacche, come sottolinea il marchese Incisa, quasi avanzate apposta per lasciare tutto come è ora. Toscani ad esempio propone di togliere l'asfalto e di riportare il viale alla sua antica dimensione di strada sterrata, magari con i materiali che ne consentano l'uso comodo per le auto. Il marchese disponibile. Ma al di là delle proposte troppo complicate, sarebbe già una soluzione apprezzabile se ai lati dell'asfalto venissero creati dei sentieri per i camminatori con tanto di panchine e magari di un qualche chiosco per bevande e panini. Un po' tutti - dal sindaco di Castagneto al marchese Incisa, da Toscani ai vip della zona - sono convinti che un viale dove le auto non possano oltrepassare i 60 chilometri all'ora e i ciclisti e i pedoni siano messi nella condizione di godersi il fascino dei 2400 cipressi sarebbe un valore aggiunto per l'economia locale. E' vero che per creare i sentieri occorre invadere le proprietà private, ma il marchese Incisa - uno dei tre proprietari dei terreni lungo il viale - si dichiara «disposto a discuterne, purché non siano interventi troppo invasivi». Ora la palla passa agli amministratori locali.
Il Tirreno
21 Agosto 2007
BOLGHERI - Il famoso viale dei cipressi? Un autodromo
MA
Mario Lancisi
Il Tirreno
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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