Rappresenta il Cristo Redentore. Assomiglia a quella che dal monte Corcovado sovrasta la baia di Rio de JaneiroE' di un privato che sostiene di essere proprietario del muro di cinta. Per ora svetta all'ingresso della città Il presidente di circoscrizione insorge. Ma tecnici e politici non sanno che pesci prendere "Quella statua da lì deve essere subito rimossa". Non usa mezzi termini Claudio (Bibi) Iacopini, presidente della prima circoscrizione, per dare voce ad una protesta popolare partita un po' in sordina un mese fa ma che ha assunto via via toni sempre più accesi, accompagnati anche da esposti, sopralluoghi, segnalazioni e carte bollate. La "statua della discordia", che sta facendo discutere tutto il centro storico e divenuta l'assillo di giuristi, tecnici e uffici comunali, è quella in cemento bianco, alta quasi due metri, che rappresenta il Cristo Redentore, ovvero Gesù a braccia aperte che accoglie e benedice, posta all'ingresso della città di Fermo. E' comparsa sulle antiche mura di cinta dalla sera alla mattina, alla fine di luglio. Nel quartiere nessuno ne sapeva niente. "Io, sconvolto, ho chiamato subito i vigili quel giorno", racconta sempre Iacopini. Da allora svetta nei pressi della porta di San Francesco, all'inizio di via Roma. Il giallo su chi l'avesse collocata sul ciglio di quel muro, dopo un primo momento di smarrimento, si è subito risolto. "E' stato un privato - spiega il presidente della circoscrizione - si chiama Mauro Cardinali. L'ha messa lì sostenendo che quel muro è di sua proprietà, come d'altro canto lo sono i locali sottostanti, e che si tratta di una promessa che aveva fatto al padre". Da quel momento in poi è stato tutto un susseguirsi di polemiche. Alcuni non apprezzano che un simbolo religioso sia posto all'ingresso della città. "Mica siamo il Vaticano o Rio de Janeiro (la statua assomiglia vagamente a quella che si trova sulla cima del monte Corcovado, divenuta il simbolo del Brasile, ndr.)". Altri, i più, contestano l'opportunità di collocare una statua di cemento bianco sopra quelle mura antiche, frutto di un progetto del Carducci. "Non mi interessa quello che rappresenta - spiega la sua posizione Iacopini -. Fosse stato raffigurato Lenin col dito puntato o Mussolini la questione non sarebbe cambiata di una virgola, per me. Non mi sta bene che lo scorcio regalato da porta San Francesco, nata sull'abbattimento dell'antica Porta Marina, da via Roma, dalla Torretta e, a seguire da via XX Settembre e dalla Strada Nuova, un progetto armonico che viene attribuito al genio del Carducci, venga deturpato dalla presenza di una statua in cemento che non ha niente a che fare con il contesto che la circonda. Quando si fanno dei lavori nel centro storico occorre rispettare delle regole molto ferree. Tutti noi residenti ne sappiamo qualcosa. Anche per cambiare una sola persiana, occorre usare taluni materiali e non altri. Altrimenti sono dolori. Non si può togliere né aggiungere nulla senza il parere della Soprintendenza. C'è una commissione edilizia comunale che valuta i progetti, boccia, approva. Sulla statua nessuno ha da dire nulla?". Della questione sono stati interessati gli uffici comunali. I vigili urbani hanno scattato foto e fatto sopralluoghi. "Ma si sono limitati a verificarne e certificarne la stabilità", spiega Iacopini. Anche il responsabile del settore urbanistica, al momento fuori per ferie, è stato investito del caso. "Mi ha risposto che c'è un vuoto legislativo e che non sanno che fare". In pratica, nel regolamento edilizio sarebbero contemplate norme per porte, finestre, ampliamenti, abbattimenti ma non c'è un capitolo per... le statue. "In più pare - continua Iacopini - che quell'angolo dove è stato messo il Cristo Redentore sia l'unico a non essere sottoposto a vincolo. Perché?". Nel frattempo si è mossa anche Italia Nostra che attraverso il presidente della sezione di Fermo Elvezio Serena, ha presentato un esposto alla Soprintendenza chiedendo l'immediata rimozione della statua. Gli esperti starebbero valutando il caso. Come pure lo sta facendo il sindaco Di Ruscio. Anche lui ha promesso una soluzione in tempi rapidi. "Di fronte al vuoto legislativo, io spero che la politica o i tecnici si adoperino per trovare comunque una soluzione", insiste Bibi Iacopini che si dice pronto ad incatenarsi davanti alla porta di San Francesco se, come ha sentito dire, il proprietario della statua organizzerà una festa con porchetta per la sua inaugurazione. "La mia battaglia non è contro qualcuno. Non ce l'ho con nessuno. La mia è una battaglia di giustizia e per la tutela del nostro centro storico, la cui bellezza è indiscussa. Se qui ognuno che si sveglia la mattina mettesse una statua sulle antiche mura che facciamo? Un circo?".